Provate a chiamarmi Signora, ah!

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Buzzoole

Due linee, strette, piccole, ai lati della bocca. Due piccoli solchi che raccontano una vita. Due piccoli solchi che analizzano, millimetro per millimetro, emozioni. Sorrisi. Pianti. Screzi. Eccole lì, ai lati della bocca, le uniche due rughe che ho sempre pensato di portarmi dietro tutta la vita. Come quelle della mamma che, nonostante gli acciacchi, ha due linee curve non troppo pronunciate ai lati della bocca. Lei che mi ha tramandato tanto, tanti sorrisi, e che non è mai uscita di casa fuori posto se non per far passeggiare un cagnolino, trovatello ed abbandonato in statale, alle sei del mattino.Ma il bambino piangeva, e si sa, le mamme non vogliono sentire pianti. Né strepitii. Né lamenti. Ma i lamenti arrivano quando quelle due piccole rughe attorno al labbro si trasferiscono e si diramano verso su. Verso gli occhi, con le zampe di gallina che manco un oca giuliva. Ne ha così tante. Che poi, io odio le galline. Pensa se devo pensare di averle addosso. Al solo pensiero mi vengono i brividi!Ma c’è chi non mi vuole male, cioè qualcuno oltre la mamma. C’è Somatoline Cosmetic con la sua nuova linea Lift Effect Plus antietà globale.Adatto a quelle come me che le uniche rughe che vogliono son quelle in eredità dalla madre superiora. Il nuovo Lift effect Plus aiuta, appunto, a contrastare i segni dell’invecchiamento cutaneo e a riattivare la vitalità cellulare. In sintesi? Si evita l’apoptosi cellulare, quella cosa che ti fa vedere la cellula, lì, sola, impiccata e morta. Ristretta e prosciugata come se non fosse mai esistita. E noi alle celluline vogliamo bene. Ci riesce grazie al Plus-complex ricompatta, riempie e ridefinisce la pelle del viso.Il Siero Intensivo Antietà Globale ha capacità ridensificante. In sintesi? Rimpolpa la pelle con una potenza immane che va anche contro la legge di gravità ridefinendo i contorni del viso. In poco meno di un mese, mano sul cuore, ho notato i contorni del mio viso a palla meno a palla. Il bugiardino dice che di solito ciò avviene come riduzione del 46%.Ha avuto la capacità di ristrutturare la mia pelle un po’ trasandatella e uniformare il mio colorito biancastro ad un colore più umano. L’ho applicato due volte al giorno, sempre a viso totalmente deterso. E poi mi hanno convinto i test in vitro fatti in laboratorio dove si è esaminato il modello FT-skin e la conseguente espressione geica del KFG. Ma di sequenziamento, geni e PCR non mi sembra il caso di parlarvene qui facendo la spavalda che tanto sembro solo una locca. Vi dico solo che riattiva fino a quattro volte i processi di rigenerazione cellulare a livello epidermico contrastando quella brutta cosa che è l’invecchiamento.Io i risultati li ho toccati con mano e visti allo specchio, ergo il prossimo che mi chiama SIGNORA avrà proprio una cattiva fine. Me lo sento. Sarò costretta ad usare l’intera linea di prodotti Lift Effect Plus antietà globale.

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L’Amore da nasi freddi di dicembre e cuori che invece sono Ferragosto

Le luci, il calore, il mare, il sole.

Rosso un po’ ovunque e neve finta fatta di zucchero filato.

Il cibo da strada e per strada. I palloncini di Frozen. I concerti e le canzoni. Le passeggiate a squarciagola in macchina sull’A19.

L’amore. Quello che, non per forza una mano dentro l’altra, ma in giro per la città o chiusi in una stanza.

L’amore, un po’ ovunque.

L’amore da nasi freddi di dicembre e cuori che sono invece Ferragosto.

Regali di tempo sognato insieme. Ore ritagliate e minuti che pesano oro.

Il cuore che scoppia, più del primo giorno. Ogni giorno di più.

Alzare gli occhi al Cielo e ringraziare. Ringraziare che ti abbia dato qualcuno con cui ridere di cuore e due secondi dopo piangerci sulla spalla. E non sembrare pazza. O forse solo un po’.

Qualcuno con cui fare l’amore, davanti un camino o nella piazzola di sosta in autostrada.

Di fuoco e fiamme, di lenzuola bianche ben stirate che aspettano solo di essere stropicciate.

Di un divano che, puoi andare ovunque, ma sai che lì a fine giornata troverai sempre la Felicità.

Di aspettative. Di mani nel buio. Di magliette a collo alto nere ed occhi ancora più neri.

Di sorrisi e grasse risate. Di giochi improvvisati e mai finiti.

Di baci. Dolci e potenti. Di un mondo rosa a cui nessuno crede che tu stessa possa crederci.

Di abbracci. Di quelle mancanze, quelle belle. Di baci sulla fronte, che Dio quanto ‘so belli.

Di muri abbattuti e di felicità. Di baci sbattuti al muro ed avventure improvvisate. Di abbracci al mattino, con ancora gli occhi chiusi e la fiatella incombente sul cuscino.

Di magia, che tanto basta solo volerla sentire. Sotto pelle e dentro al cuore.

Di lasciarsi andare e farsi cullare dal vento. Quello freddo, di dicembre. Quello che, nonostante il sole, ti porta al mare. A pensare o a baciare, poco importa. Lì. Dove trovi Casa. E quelle mani.

Come la salsedine che si attacca al cuore. Come la ruggine al sole. Come il caffè dopo il pranzo di Natale. Di baci sugli occhi, a palpebre chiuse.

Come l’Amore dopo una giornata di lavoro. Come la mamma che bacia la fronte a sua figlia.

Come quando avverti quella sensazione lì, quella di sentirti al posto giusto ed al momento giusto.

Come quando è Così. Bello così.

PhotoSì, campagna Natale

PhotoSì (1).JPGC’erano i rullini. Quelli grandi in cui, se smontati, vedevi le foto in piccolo. C’erano le usa e getta, che compravi per le gite e con le quali finivi per fotografare ogni oggetto inanimato sul cammino. C’erano le camere rosse, con tutte le foto appese. C’era l’odore della foto e poche repliche stampabili. C’era l’attesa di vederle, toccarle con mano. Assaggiarle. C’era l’aspettativa, quella che ti faceva porre mille domande sulla messa a fuoco che forse non aveva poi ben funzionato. C’era tutto questo ed adesso c’è PhotoSì a farcelo rivivere.

Nell’era del social, del digitale e del marketing online, degli iPhone e della connessione wireless, della fibra e del 3G, ecco che arriva PhotoSì.

  • Ed apprezzate la mia battuta sagace per favore, grazie. –

PhotoSì è leader in Italia nella commercializzazione di prodotti fotografici: stampe, cartelloni, quadri e chi più ne ha più ne metta. Tipo, della serie, che se la prossima volta decido di stamparmi a mo’ di cartellone pubblicitario so a chi chiedere va’. Tipo una bella serie di miei quadri in tela 4×4.

Per fortuna però, per adesso, non son mica così megalomane e mi sono rivolta a PhotoSì per creare, di sana pianta o con i miei duemila scatti, il mio calendario per l’anno venturo.

Collegandomi a Photosì.com è stato semplicissimo accedere all’area riservata e creare il mio autoregalo. Sono una sentimentalona, si sa, e ho collegato ad ogni mese una foto significativa. Un segno prorompente. Un’emozione. Che le foto quello raccontano. Momenti, attimi, secondi o minuti di incredibili gioie. Ogni mese, passo dopo passo, avrà un ricordo. A gennaio ho messo Palermo, ad aprile io ed una corona d’alloro. E via via, dodici mesi di ricordi e nuove emozioni pronte per essere scritte. Io ho scelto un calendario da tavolo, con una sottile base in legno e dodici semplici mesi da scrivere.

Photosì in realtà, dà la possibilità di scegliere ogni piccolo e minuzioso dettaglio, ogni sfondo, ogni impostazione di foto o immagine che sia. Vale lo stesso per gli altri prodotti e gli oltre cento personalizzabili oggetti pronti lì sul sito per tutti noi. E non serve necessariamente un computer perché l’azienda dà la possibilità di usare non solo il sito photosi.com, ma anche il software MyComposer e l’app di PhotoSì disponibile per iOS e Android.

Ed il bello vero è che si può fare tutto comodamente da casa in pochi minuti e si può scegliere di farci consegnare la nostra “opera” direttamente a casa, oppure di ritirarla in uno dei negozi affiliati più vicini. Io per esempio, mi sono affidata alla Foto ottica Paolo, uno dei tanti centri affiliati che ci sono a Bagheria.

Diciamo anche, dunque, che mi sto mettendo in avanti con i regali di Natale ed i vari pensierini da metter giù sotto l’albero.

Dovreste proprio fare come me, ed io Vi penso e Vi consiglio di registrarvi al sito così da ricevere subito un codice promo dal valore di 10 euro utilizzando il seguente link: https://www.photosi.com/landing/benvenuta-su-photosi-bi?utm_source=blog&utm_medium=cpc&utm_campaign=natale_2017&utm_content=bi

PHOTOSÌ APRILE-DICEMBRE 2017

Io lo userò senz’altro. Mi conoscete ormai bene! Secondo voi, con tutte le miriadi di foto che scatto al giorno non sono un po’ uscita dalle righe a sceglierne solo DODICI per il mio CALENDARIO?

Ecco, risposta esatta: Sì! Sono già sulla mia area riservata a decidere il mio prossimo ordine ed a creare i regalini di Natale per i miei cari. In primis un bel cuscino per mia sorella, amante del letto e delle pennichelle a tutte le ore del giorno. Come foto, per lei, userò quella di mia mamma. Arrabbiata. Con un libro aperto in una mano e le lasagne nell’altra.

Poi non ditemi che non ve l’avevo detto!

#StampaLeTueEmozioni #Sponsored

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Un amore che bacia gli occhi

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Innamoratevi di chi vi bacia la fronte, di chi vi coccola gli occhi. Chi vi tira i capelli, dalla nuca, come i gatti. Chi vi morde la pancia come un cucciolo di cane.

Innamoratevi di chi non ha problemi a manifestare i suoi sentimenti. A letto o in piazza. Di chi vi sceglie ogni giorno. Di chi vi vuole accanto. Di chi ci resta.

Innamoratevi, appunto, di chi vi resta a fianco. Anche quando non lo volete. Anche quando date mille ed uno motivi per andarsene. Anche quando urlate  il contrario.

Innamoratevi di chi lo fa in silenzio. Chi lo fa con coraggio. Chi resiste ed esiste, con voi.

Innamoratevi di chi vi fa svegliare con il sorriso, di chi vi fa ringraziare il Cielo ogni giorno di star su questa terra. Innamoratevi di chi vi ha fatto innamorare del tempo speso bene. Di chi vi fa sentire di non voler più sprecare un solo minuto di questa vita.

Innamoratevi di chi lo fa con dignità. Di chi non chiede e né pretende. Di chi vi abbraccia e, per fortuna, non chiede il permesso. Innamoratevi, di chi vi carezza gli occhi e vi morde il labbro.

Innamoratevi di chi vi bacia i sorrisi, quelli veri. Di quelli che li creano ‘sti sorrisi.

Innamoratevi di chi non sente la necessità di vantarsi con chicchessia di Voi nude. Che i numeri sotto le lenzuola restino lì, laggiù. Sotto le coperte e le lenzuola di seta bianche. Chissene di liste e rifiuti.

Innamoratevi di chi vi fa sentire il cuore pieno, strabordante. Di chi vi fa chiedere “Si può più di così?”

Innamoratevi di chi vi mette al primo posto, anche quando al primo posto dovrebbe esserci qualcos’altro. Di chi vi prende in giro davanti a tutti, davanti a voi stesse, e poi si sa, pensa siate la cosa più bella del mondo. Di chi non vi fa piangere se non di gioia.

Innamoratevi. Che se non V’innamorate è tutto morto, come dice Roberto.

Innamoratevi, perché con l’amore giusto anche voi tornate vive.

Innamoratevi, però, di chi non vi fa accontentare delle briciole. Di chi si concede tutto. Interamente. A voi.

Innamoratevi

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Quelle giornate perfette, così.

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Esiste un giorno che vorreste rivivere dall’inizio alla fine? Uno di quelli che avete sentito giusto fin da quando avete aperto gli occhi?  Fino a quando li avete chiusi?
Quando l’Amore ti tocca, da ogni lato ed esce da ogni poro.
Quando l’hai accanto, addosso e dentro.
Quando ti si muove dentro la pancia ed esce fuori con luce dagli occhi.

Il mare alle sette del mattino, come a dirmi “Sì, hai il mutismo selettivo e Lui ti fa riprendere. Spacca il mondo ed io ti aspetterò fuori e sarò fiero di te.”
Un bacio in fronte, uno sulle labbra, una pacca sulla spalla.
Bruno Mars immancabile in sottofondo. Il nodo in gola più bello e strano mai sentito.
L’autostrada veloce ed i parcheggio che tardava a liberarsi. Occhi sinceri, mani tra le mani. Occhiali da sole e sorrisi tanto forzati quanto fiduciosi. Agognati. Speranzosi.

E poi occhi fieri, un’arena splendida munita di guanti in vinile trasparenti e vetreria. Sacche. Un mondo, il mio.

Un palcoscenico da vivere, e la protagonista ero io. Lì. Sicura come mai in vita, fiera del bianco addosso, abbottonato davanti e capelli stretti in un codino nero.

Sorrisi. Battute. Cose che forse era meglio non dire, machissssene. Risate.
Puoi sapere di fare bene il tuo lavoro se è questo stesso che ti fa divertire. Ti fa sentire viva. Ti fra tremare. E non c’è approvazione che tenga accanto a te più di questo.

Occhi sconosciuti sbalorditi. Occhi grandi e luminosi come a dire: “Ma ora questa chi la zittisce, ah?”

E poi gli applausi. I fiori. Così tanti fiori da sembrare un prato immenso e variopinto.
Sette girasoli. Quell’aula sognata da quando sono nata, che era lì accanto a me sempre ma lontana più che mai.
Quell’aula che ho agognato ogni giorno ed ogni notte. Quella da cui volevo uscire con un po’ di alloro in testa.
Quella che è sempre stata la mia “chiesa“.
Il mio punto di ritrovo, il mio posto nel mondo.

Ed occhi fieri ovunque mi girassi. Quegli occhi di chi ha visto, in tutto questo tempo una me spenta con addosso un sogno. E chi, invece, c’è sempre stato ed ha deciso di non esserci più.

Una me sognante, di giorno e di notte, con mani sempre pronte a lavorare e braccia per cingere. Vite e vita.

Ed il cibo, ed i bigliettini. E parole di amore che non credevo potessero essere mai rivolte a me. Di stima, quando io forse stima di me stessa ne ho sempre avuto poca.
Ecco, sono quelle parole che terrò sempre conservate come tesoro inestimabile per tutta la vita.

E queste cose le sto scrivendo adesso, dopo mesi. Forse perché proprio mi è piaciuta così tanto che per un’altra volta ci sto pensando.
E ci sto pensando come sempre più forte, ogni giorno di più.

Perché se ho una certezza nella vita è che io, nata scema e con la testa sbattuta, so da sempre dove vorrò stare per tutta la vita.
Ed è un per sempre che non mi ha mai spaventata dirlo. Un per sempre in cui credo. E sempre crederò. Ora e per tutta la vita.

E ne sto scrivendo adesso, quando l’umore non è dei migliori e le speranze sono all’ennesima potenza.

Proprio adesso, che giorno dopo giorno, sogno sempre più forte. Proprio adesso che rivedo già tutto lontano.

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Il riciclo figo: KillyKite

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Una canzone che ha racchiuso la mia età di Pericle anni fa aveva come titolo FREE. Al ritornello esordiva con “Sei libero, fai quel che vuoi.”

Ed io l’ho presa come vangelo, Bibbia, come legge scritta e sottoscritta con patto di sangue. E l’ho presa come stile di vita. Che si è tramandato dalla mente al cuore, agli abiti.

Chi la pensa come me? KillyKite.

C’è chi, al mondo, adesso, ha avuto la grande briga di creare abbigliamento ed accessori ecosostenibili. Di quelli che vengono riciclati dagli oggetti più disparati. Per esempio loro utilizzano prodotti dediti ai veri e propri appassionati di vele e kitesurf.

Voi mi dite: “Ma che cavolo c’entri tu con il kitesurf?”

E vi sbagliate. Ho un’amica, un’amica di quelle vere avventuriere. Di quelle che da anni non hanno fissa dimora, ma solo un obiettivo. Un’amica che un kite, così per prova, lo comprò. Ed io l’ho vista così figa, che Dio io neanche con un abito di Stella avrei potuto esserlo di più.

Chi l’avrebbe pensato mai che da quelle vele potessero venir fuori oggetti così fighi, unici e originali. Ma bravi loro, senza quest’innovazione le vele di cinque\sei anni fa erano solo destinate al rifiuto. Il DACRON® con cui sono fatte è anche figo, Cristo. Leggero e colorato. E poi vuoi mettere che la mia super borsa che porto al mare con il mio costume alla baywatch probabilmente ha volato in giro per il mondo per poi approdare a Palermo?

È leggerissima e, per fortuna mia, impermeabile. Pronta a tesimoniare con croce sul cuore perché mi è caduta, con dentro il mio intero mondo, tra gli scogli. Ma ovviamente si sa che la Mari è un po’ maldestra.

Ed un’altra grande fortuna è che potrò metterla in valigia per andare alle isole senza che questa occupi metri di spazio come le coffe o le grandi borse di paglia. È ancor più figa, soprattutto se indossata con una maglia superOver di Zara tinta unita che fa vedere le coscitelle.

Vi ho convinto? Visitate il sito per vedere anche i vari modelli in giro per il world.

http://l12.eu/killykite-ita-1649-au/2NPSZ0Q4C9P8FBIUSOQZ

#killykite

#ecofashion #upcycled #instabag #upcycledbag

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Forse quello giusto è lui.

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Forse la persona giusta è lui. Quello che neanche ti fa venir voglia di screeshottare i suoi messaggi per crearci un G7 su whatsapp con le amiche.

Forse è giusto proprio perché arriva nella tua vita e non ti da’ neanche il tempo di prenderlo in mano il telefono.

Un fulmine, un ciclone. Un tornado di emozioni nuove che, dici tu, sta succedendo vero? Ed in realtà neanche hai il tempo di risponderti che già c’è una novità che ti lascia di stucco. E tu non ci sei abituata. Tu, eterna amica dei ragazzi, single incallita e con l’amore solo negli occhi ti ritrovi in un turbine di emozioni nuove.

Sorpresa. Ci sei caduta, cascata, con i tuoi capelli fatti di salsedine e i tuoi tacco 12. E non l’hai neanche raccontato. Non hai passato le sere in riva al mare con tequila in mano a disperarti su eventuali mosse mancate. Ad urlare al cielo che “non sta facendo la prima mossa”.

A descrivere, analizzare, sminuire e svalutare ogni suo gesto con le altre. O ad anatomizzare, neanche fossi l’allegro chirurgo (magari Dio ndr.) ogni piccolo segno. Azione. Cenno.

E forse quello giusto è proprio lui. Quello che ti fa appendere al chiodo anni decifrazioni indotte da esperienze negative. Quello che non sente la necessità di farsi spiegare. Quello che hai timore anche a raccontare perché, cazzo, tu hai sempre e solo parlato di loro, lamentandoti. Stavolta su che vuoi dialettare?  Stavolta che sembri più attesa e desiderata di una vittoria in finale di Champions?

Forse l’unica cosa di cui dovremmo tutti preoccuparci, gentil sesso compreso – e sì, parlo di voi Maschietti! – è imparare a lasciarsi amare ed amare di conseguenza.

Non ci sono regole. Ed è questo il bello. Perdiamo la vita dietro ad inutili schemi da seguire. Come se ci fossero realmente dieci comandamenti a raccontarci e raccomandarci come tenerci un uomo accanto. E poi, quando li dimentichi tutti, ecco che quell’uomo resta accanto a te. E ve lo raccontate di notte, occhi negli occhi, petto su petto. Ve lo raccontate in silenzio, al buio, al mare all’alba. Ve lo raccontate ridendo. Sognando. Leggendo. Ve lo raccontate amando. Perché l’amore sfiora, tocca le mani e mantiene delicatamente la presa. Graffia la schiena e poi la bacia. Con dolcezza. Accarezza. Ti tiene addosso. Ed è normale. Quella normalità che va oltre gli schemi da sempre prefissati.

Perché in Amore si sbaglia, ma è proprio quella volta che non ci stai attenta che smetti di farlo. Proprio quella volta non sbagli più.

E di questo, di questo amore, gli screenshot, sarebbe anche inutile averli.

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