L’Amore da nasi freddi di dicembre e cuori che invece sono Ferragosto

Le luci, il calore, il mare, il sole.

Rosso un po’ ovunque e neve finta fatta di zucchero filato.

Il cibo da strada e per strada. I palloncini di Frozen. I concerti e le canzoni. Le passeggiate a squarciagola in macchina sull’A19.

L’amore. Quello che, non per forza una mano dentro l’altra, ma in giro per la città o chiusi in una stanza.

L’amore, un po’ ovunque.

L’amore da nasi freddi di dicembre e cuori che sono invece Ferragosto.

Regali di tempo sognato insieme. Ore ritagliate e minuti che pesano oro.

Il cuore che scoppia, più del primo giorno. Ogni giorno di più.

Alzare gli occhi al Cielo e ringraziare. Ringraziare che ti abbia dato qualcuno con cui ridere di cuore e due secondi dopo piangerci sulla spalla. E non sembrare pazza. O forse solo un po’.

Qualcuno con cui fare l’amore, davanti un camino o nella piazzola di sosta in autostrada.

Di fuoco e fiamme, di lenzuola bianche ben stirate che aspettano solo di essere stropicciate.

Di un divano che, puoi andare ovunque, ma sai che lì a fine giornata troverai sempre la Felicità.

Di aspettative. Di mani nel buio. Di magliette a collo alto nere ed occhi ancora più neri.

Di sorrisi e grasse risate. Di giochi improvvisati e mai finiti.

Di baci. Dolci e potenti. Di un mondo rosa a cui nessuno crede che tu stessa possa crederci.

Di abbracci. Di quelle mancanze, quelle belle. Di baci sulla fronte, che Dio quanto ‘so belli.

Di muri abbattuti e di felicità. Di baci sbattuti al muro ed avventure improvvisate. Di abbracci al mattino, con ancora gli occhi chiusi e la fiatella incombente sul cuscino.

Di magia, che tanto basta solo volerla sentire. Sotto pelle e dentro al cuore.

Di lasciarsi andare e farsi cullare dal vento. Quello freddo, di dicembre. Quello che, nonostante il sole, ti porta al mare. A pensare o a baciare, poco importa. Lì. Dove trovi Casa. E quelle mani.

Come la salsedine che si attacca al cuore. Come la ruggine al sole. Come il caffè dopo il pranzo di Natale. Di baci sugli occhi, a palpebre chiuse.

Come l’Amore dopo una giornata di lavoro. Come la mamma che bacia la fronte a sua figlia.

Come quando avverti quella sensazione lì, quella di sentirti al posto giusto ed al momento giusto.

Come quando è Così. Bello così.

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PhotoSì, campagna Natale

PhotoSì (1).JPGC’erano i rullini. Quelli grandi in cui, se smontati, vedevi le foto in piccolo. C’erano le usa e getta, che compravi per le gite e con le quali finivi per fotografare ogni oggetto inanimato sul cammino. C’erano le camere rosse, con tutte le foto appese. C’era l’odore della foto e poche repliche stampabili. C’era l’attesa di vederle, toccarle con mano. Assaggiarle. C’era l’aspettativa, quella che ti faceva porre mille domande sulla messa a fuoco che forse non aveva poi ben funzionato. C’era tutto questo ed adesso c’è PhotoSì a farcelo rivivere.

Nell’era del social, del digitale e del marketing online, degli iPhone e della connessione wireless, della fibra e del 3G, ecco che arriva PhotoSì.

  • Ed apprezzate la mia battuta sagace per favore, grazie. –

PhotoSì è leader in Italia nella commercializzazione di prodotti fotografici: stampe, cartelloni, quadri e chi più ne ha più ne metta. Tipo, della serie, che se la prossima volta decido di stamparmi a mo’ di cartellone pubblicitario so a chi chiedere va’. Tipo una bella serie di miei quadri in tela 4×4.

Per fortuna però, per adesso, non son mica così megalomane e mi sono rivolta a PhotoSì per creare, di sana pianta o con i miei duemila scatti, il mio calendario per l’anno venturo.

Collegandomi a Photosì.com è stato semplicissimo accedere all’area riservata e creare il mio autoregalo. Sono una sentimentalona, si sa, e ho collegato ad ogni mese una foto significativa. Un segno prorompente. Un’emozione. Che le foto quello raccontano. Momenti, attimi, secondi o minuti di incredibili gioie. Ogni mese, passo dopo passo, avrà un ricordo. A gennaio ho messo Palermo, ad aprile io ed una corona d’alloro. E via via, dodici mesi di ricordi e nuove emozioni pronte per essere scritte. Io ho scelto un calendario da tavolo, con una sottile base in legno e dodici semplici mesi da scrivere.

Photosì in realtà, dà la possibilità di scegliere ogni piccolo e minuzioso dettaglio, ogni sfondo, ogni impostazione di foto o immagine che sia. Vale lo stesso per gli altri prodotti e gli oltre cento personalizzabili oggetti pronti lì sul sito per tutti noi. E non serve necessariamente un computer perché l’azienda dà la possibilità di usare non solo il sito photosi.com, ma anche il software MyComposer e l’app di PhotoSì disponibile per iOS e Android.

Ed il bello vero è che si può fare tutto comodamente da casa in pochi minuti e si può scegliere di farci consegnare la nostra “opera” direttamente a casa, oppure di ritirarla in uno dei negozi affiliati più vicini. Io per esempio, mi sono affidata alla Foto ottica Paolo, uno dei tanti centri affiliati che ci sono a Bagheria.

Diciamo anche, dunque, che mi sto mettendo in avanti con i regali di Natale ed i vari pensierini da metter giù sotto l’albero.

Dovreste proprio fare come me, ed io Vi penso e Vi consiglio di registrarvi al sito così da ricevere subito un codice promo dal valore di 10 euro utilizzando il seguente link: https://www.photosi.com/landing/benvenuta-su-photosi-bi?utm_source=blog&utm_medium=cpc&utm_campaign=natale_2017&utm_content=bi

PHOTOSÌ APRILE-DICEMBRE 2017

Io lo userò senz’altro. Mi conoscete ormai bene! Secondo voi, con tutte le miriadi di foto che scatto al giorno non sono un po’ uscita dalle righe a sceglierne solo DODICI per il mio CALENDARIO?

Ecco, risposta esatta: Sì! Sono già sulla mia area riservata a decidere il mio prossimo ordine ed a creare i regalini di Natale per i miei cari. In primis un bel cuscino per mia sorella, amante del letto e delle pennichelle a tutte le ore del giorno. Come foto, per lei, userò quella di mia mamma. Arrabbiata. Con un libro aperto in una mano e le lasagne nell’altra.

Poi non ditemi che non ve l’avevo detto!

#StampaLeTueEmozioni #Sponsored

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Uno zaino ai piedi del letto

Zaino

Delle ragazze come te, gli uomini hanno paura. Non sanno mai se quel che dici lo pensi davvero, o è solo velato dagli occhi furbi ed azzurri che hai. Se scherzi. Se giochi.

Di quelle come te hanno timore, perché tu sei forte e non hai bisogno di niente. Sai tagliare da sola la pizza e se vuoi una cosa non aspetti che te la regalino. La prendi, correndo anche, a morsi.
Non sogni gioielli e brillanti, ma avventure da zaino in spalla e Superga fiammanti ai piedi. Super colorate, con i lacci in tulle.

Di quelle come te pensano di non poter star mai tranquilli. Sanno che fai una cosa ed invece poi ti trovano dall’altra parte del mondo, in compagnia del primo sconosciuto che passa a leggere poesie d’amore o barzellette su francesi con non solo la R moscia.
Per quelle come te la testa corre veloce, viaggia e la fantasia non conosce limiti. Un giorno sei qui, l’indomani chissà dove. Tu, sopra la tua Ducati rossa e fiammante, potente e figa. Zaino in spalla ed un sacco di sogni dentro.

Di quelle come te il mondo non ne è pieno. Scarseggia. Ed è il mondo stesso che non ti capisce. Non ti sa trattenere. E viaggi. Sola mai. Ti svegli in un letto fatto di cuscini dentro una roulotte e riparti.

Di quelle come te gli Uomini hanno paura, perché invece non sanno che per Amore tu resti. Ma lo zaino è sempre ai piedi del letto. Questa volta preparato per Due.

zaino duezaino treZaino quattro

Magari potessi…Ma non sarei io.

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Magari fossi più magra. Più bella. Con i capelli un po’ più lisci e senza maniglie dell’amore.
Magari fossi più alta e meno mastodontica. Tipo quelle matrone della Roma antica piena di drappi rossi.
Magari fossi più sicura di me, camminante con passo felpato e femme fatale all’occorrenza.
Magari avessi delle belle labbra, carnose e rosse. Senza rossetto o lucidi vari. Magari fossi bella da togliere il fiato con il volto acqua e sapone.

Magari fossi più egoista e silenziosa. Meno rumorosa. Con una risata un po’ più tranquilla.
Magari avessi delle belle risposte pronte in seduta stante, e non dopo settimane che mi servono.
Magari potessi già toccare i miei sogni con mano ed i miei obiettivi con un dito.

Magari, magari… Ma non sarei io.

Non sarei io senza le mie debolezze, le mie battaglie perse ed i miei quaderni pieni di promesse e speranze. A volte anche lacrime, e petali di girasoli.
Non sarei io, senza i miei occhi lucidi che guardano il cielo e la macchina fotografica attorno al collo. Come sempre. Come un vero viaggiatore.
Non sarei io senza la testa piena di casini e le mani tremolanti.

Non sarei io se non avessi la medicina nel cuore. Se non avessi queste mani, senza unghie e smalti vari. Che anche se li metto, durano solo un’ora. Poi vanno via. Non sarei io senza i miei guanti in vinile, che il lattice mi fa sudare quei salsicciotti che ho. Senza i miei mille anelli. Senza i miei gingilli. Senza le mie allergie.

Non sarei io senza un libro sempre sul comodino, che anche se non lo leggo spesso mi da’ calore averlo. Sentirlo.  Non sarei io se non avessi la voglia di gioire sempre, ed urlare mai. Di fidarmi di tutti, ma di aprirmi a pochi. Non sarei io se stessi in silenzio.
Se non mi mettessi a cantare in macchina o rinunciassi al mare.

Non sarei io che non piango e soffro più di chi sgorga lacrime.
Non sarei io se non mi dividessi tra mille cose da fare in parti diverse del mondo. Senza lamentarmi mai.
Non sarei io se non vedessi il sole anche nei momenti più bui. Anche nell’oscurità più grande. Non sarei io se non sperassi l’arcobaleno dopo un orrendo temporale, il più brutto che si possa immaginare.

Non sarei io se non riuscissi più ad emozionarmi davanto un faro, o un tramonto.
Non sarei io se ti negassi una battuta divertente e stupida mentre piangi. O ti disperi. O pensi di chiudere ogni ponte con la felicità.

Non sarei io. Ed io so che non sarò mai pronta a rinunciare a me. Così un casino, ma io.

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Tienimi: le mani, lo sguardo, gli occhi in un pugno.

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Tienimi.
Tienimi le mani. Tienimi lo sguardo.
Tienimi il cuore stretto in un pugno.
Tienimi gli occhi, tienimi.

E non è questione di corde, che se tiri si spezzano. E forse ti spezzano anche.
Tienimi, attaccata al tuo fianco anche quando sono insopportabile.
Tienimi quando sono stronza ed antipatica.
Tienimi quando non ho voglia di dare coccole, ma forse solo di riceverle.

ManTieni le promesse, quelle silenziose che non hai il coraggio di urlare a gran voce perché manco ci credi tu.
Tienimi, per il naso che tanto è sempre bello grosso.
Tienimi per i fianchi.

Tienimi il viso quando mi baci.
Tienimi. Fammi capire che sono importante.
Tieni le tue dita incastrate alle mie.

Tienimi nei tuoi discorsi con la gente. Che parli di me e loro non sanno chi sono.

Tienimi a letto, la domenica mattina, quando fuori piove.

Tienimi con te, quando litighiamo e quando urliamo. Quando ci rotoliamo sulla sabbia e facciamo la lotta con la farina.

Tienimi in un giorno di pioggia, con un film che tanto non vedremo mai tutto e con i piedi gelati.

Tienimi e tieni le mie mille foto stupide. Tienimi i capelli, sulla fronte, per guardarmi meglio.

Tienimi, soprattutto nei giorni senza sole. Tienimi con la pioggia e con il sole.

Tienimi, rischia con me e non te ne andare.
Tienimi, non aver paura di lasciare la presa.

Tienimi in viaggio, ed anche quando scappo.

Tienimi, perché alla fine quello che vogliamo tutti è che ci sia qualcuno che ci tenga sempre.

La vita è così. Ti arrabbi, scappi ed alla fine ti giri sempre a guardare se lui è ancora lì che ti guarda andare via. E pensi: “Quanto doveva essere figo non girarsi, cavolo.”

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Io, prima di te.

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A me capita di pensarci su, a com’ero prima di conoscere te.
E ricordo, il nulla.

Ricordo giornate piene di impegni e poca voglia di portarli a termine.
Ricordo speranze, il più delle volte vane ed inutili.
Ricordo tantissime uscite sulla carta, e pochissime volte in pace con me davvero.
Ricordo il nulla in realtà, forse.

Ricordo insicurezze, innumerevoli insicurezze.
Ricordo le facce, ma opache. Ne ricordo altre invece, impresse e che non smonti neanche con le bombe. Neanche la notte quando dormi.

Ricordo forse tante piccole cose, anche profumi e sapori. Ma non ricordo me. Ero l’alter ego di me, mi sa.
Aneddoti e ricordi. Sogni ed incubi. Canzoni che ti davano i brividi, continuano a darteli ancora… Ma non ricordi il perché.

Ricordo tanto, ed allo stesso tempo ricordo poco.
Non ricordo niente di me. Niente, prima di incontrare te.

Ricordo che avevo gli stessi sogni, ma li vedevo lontani.
Ricordo che credevo tanto in me, ma accanto ne avevo pochi di sostenitori.
Ricordo che volevo le stesse cose che voglio ora, ma che non avevo forse il coraggio di andare a prendermele.
Ricordo che amavo la mia libertà, ma mi mettevo in gabbia da sola.
Ricordo che sembravo una farfalla, ed invece non avevo la forza di volare.

Ricordo degli occhi spenti. Di tramonti vuoti. Di notti insonni. Di aspettative vane. Di tante risate e pochi sorrisi. Di occhi belli, ma non BEGL’OCCHI.

Non ricordo, però, com’ero quando invece ho conosciuto te.
So solo che da lì, l’unico ricordo che ho, è la felicità.

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Brutta razza le BloggerS!

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“Qual è il tuo segreto?”
Il mio segreto. Fammi pensare. Non sono né un’aliena né tantomeno Wonderwoman. Non ho ancora un lavoro retribuito, ma ci sto lavorando sopra.
Ho duemila passioni, e ne cerco di mettere in pratica duemila ed uno. Così. Per non fermarmi mai e conoscere sempre cose nuove.

Ecco.
C’è chi invece, un lavoro ce l’ha e si prende la briga di prendere in giro quello di altri. Magari nuovo, mediatico, in via di evoluzione. Per paura? Per dispetto? Per incredibile necessità di dire per forza qualcosa?
Non sono una fashion blogger, non ho nulla che lo fa pensare. Dalla punta del capello allo shopping per bancarelle. Ho un blog dove ad occhio e croce ci sono due mie foto e punto tutto sullo scrivere. Cosa che faccio da sempre. Cosa che ho riportato dallo space di MSN.
Nessuno mi regala vestiti, serate e non sono diventata ricca per i quattro post che scrivo.

Leggere, però, certe cose su Vogue mi fa salire l’ulcera. E vi assicuro che un’ulcera, vista in imaging non è proprio tutto ‘sto bel vedere.
E neanche averla.

C’è chi lo fa per fortuna, chi per caso e chi per passione incontrastata.
C’è chi ha la preparazione ed i mezzi e chi no.
Chi lo fa per passatempo e chi invece ne fa il lavoro della vita. Come quella stronza di Chiara Ferragni. Che tanto criticata viene, quanto alla quarta copertina di Vogue è arrivata.

Ecco. Come tutte le professioni. Quelle “vere” ah. Perché i blogger mica pagano l’IVA o firmano contratti ed hanno scadenze. No no. Loro fanno gli aperitivi. E le serate.
E dietro gli aperitivi, io per prima, non credevo ci fosse così tanto.

E fatevi ‘na risata. E se non ci vanno bene UNFOLLOW THEM. Tanto, lo sapete, non lo farete mai.
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