Io ci credo.

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Io ci credo.

Credo che un giorno tutti gli sforzi fatti saranno ripagati. Magari anche con gli interessi.
Credo che diventerò ciò che voglio essere.
Credo che non me ne stancherò. Mai.

Credo che un giorno sarò così felice da farmi schifo da sola. Da non crederci.
Che sarò una di quelle mamme fighe che si dividono con maestria tra lavoro e bambini. Tre per la precisione, come la mia di mamma. Con i ricci in testa e pelle tanto scura.
Credo che una Donna possa ESSERE chirurgo. E non fare il chirurgo. Un medico È, non diventa.

Credo che il rosa addosso mi starà sempre male, e che continuerò a provare per poi finire a comprare nero e tutte le sue gradazioni.
Credo che difficilmente abbandonerò ZARA, ma che un giorno potrò permettermi grandi marchi e vacanze ai Caraibi. Magari anche una Céline a settimana.
Credo che abbandonerò le diete, un giorno, non ora. E che non avrò più tutte queste stupide intolleranze. Genetica a parte.

Credo, e spero, di poter contare sempre sulle mie Amiche. Quelle di una vita, e quelle che ne entreranno a far parte. Sui fratelli, quelli persi e quelli che non vanno da nessuna parte.

Credo che l’Amore l’ho già e non permetterò mai a nessuno di potermelo portar via.
Credo che ci vuole coraggio, per vivere ed amare.

Credo che, un giorno, anche dopo i tre figli, avrò il culo della Belen. Chirurgia plastica a parte.
Credo nei pranzi della domenica, in famiglia. Nelle tavolate grandi ed almeno venti portate palermitane.
Nel cioccolato fondente e nei girasoli.

Credo nelle canzoni, quelle che ti fanno sentire innamorata anche quando non lo sei. 

Credo che non mi stancherò mai di regalare sorrisi, neanche nei giorni in cui niente me li potrà far venir fuori.

Credo nel bianco. Nel mio miglior vestito e nelle cuffiette verdi. Negli occhi gialli. Nelle carezze. Nella passione dirompente. E credo anche nel colpo di fulmine.

Credo che l’amore sia condividere, dalle scarpe con mia sorella alla vita con Lui.
Credo perfino nelle delusioni, ma credo che le mie spalle sono già tanto larghe da poterne sopportarne altre.
Credo alle grandi famiglie, ai legami di sangue e a quelli che nascono senza un perché.
Agli affetti.
Agli abbracci.

Credo nella dolcezza, quella che non ti fa pensare altro che sorrisi incredibili che partono dagli occhi e solo dopo arrivano alle labbra.

Credo che sia sempre meglio una caramella, ad un limone acido.
Credo nei capelli ricci, attorcigliati come i mille pensieri che al secondo mi spuntano in testa. E credo anche che un giorno saprò amarli come li amano gli altri. Forse di più. Come meritano.

Credo in Me. E credo che, un giorno, sarò chi voglio essere. Senza limiti di tempo e spazio.
Io ci credo.
Dovresti crederci anche tu. Devi crederci anche tu.

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Ti auguro di non perdere mai l’entusiasmo vivo degli inizi…

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Ti auguro di non perdere mai l’entusiasmo vivo degli inizi. La persona giusta è quella che ti fa vivere la sensazione di non dover più sprecare neanche un attimo. E non lo sprechi. Non ci riesci neanche volendo.

Pretendi l’estremo. Gli occhi lucidi ed i brividi.
Il vino bianco dopo cena e le coccole davanti un film.
Pretendi anche l’avvenutura. Il coraggio delle emozioni.
La morsa allo stomaco.
Pretendi tutto. Non accontentarti mai. La felicità c’è, esiste, tangibile.
La felicità, soprattutto condivisa. Si tocca. Si avverte. Si sente dentro passare nella schiena, come il Liga.

Ti auguro di accettare con audacia le delusioni. Di saper piangere, e riuscire solo ad asciugare le lacrime.  Perché non sempre c’è qualcuno pronto a farlo.

Ti auguro di realizzare quei sogni che molti pensano tu non possa raggiungere. Di vivere la vita che hai sempre desiderato. Con perseveranza ed valore.

Ti auguro di credere ancora nell’amicizia, nonostante c’è chi ti ha voltato le spalle senza neanche avvertirti. Senza forse avere motivo. Senza darti spiegazioni.

Ti auguro di non dilapidare tempo e denaro inutilmente. Ti auguro di disperdere sorrisi e carezze. E di riceverle.

Ti auguro l’amore, quello vero per cui non dormi neanche la notte. Di trovare lavoro e di sentirti realizzato. Di diventare chi vuoi realmente essere. Perché non ci sono limiti di tempo e spazio che te lo possano impedire.  Il tempo corre, e tu corri con lui.
Ti auguro, infatti, fiato lungo e profondo. Occhi brillanti e capelli al vento. Confessioni e notti incantate. Uffici addobbati e girasoli sui tavoli. Risi ed abbracci.

Ti auguro di essere la scelta e non l’alternativa. Il numero UNO, e mai secondo a nessuno. Almeno per chi è l’UNO per te.

Pretendi di avere accanto chi ha il coraggio di sceglierti ogni giorno. Con i capelli arruffati la mattina, e le lune storte la sera. Con i problemi a lavoro, in banca ed a casa.

Ti auguro di aver il coraggio di rinunciare, quando le circostanze te lo impongono. Di lasciare andare chi nella tua vita non vuole stare. Di gioire per i suoi traguardi in silenzio, al buio, lontano, ma farti da parte come chi ci tiene davvero. E non per dire.

Ti auguro di avere qualcuno che ti tiene la mano, e non la lascia neanche se glielo imponi.

Esigi rispetto, tempo e gusto. Aspettatati di essere il centro del mondo e pretendilo. Richiedi costanza, affetto e sincerità. Quella che meriti, ed è tanta.

Ti auguro una vita vissuta con la stessa sensazione di chi sta partendo per un viaggio. O di chi sta scartando un regalo grande e rosso.

Perché infondo la vita è questo. Un viaggio che non decidi tu e tu da solo dove porterà, ma il come…Il come è un’altra storia. E quello è tuo.

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Brutta razza le BloggerS!

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“Qual è il tuo segreto?”
Il mio segreto. Fammi pensare. Non sono né un’aliena né tantomeno Wonderwoman. Non ho ancora un lavoro retribuito, ma ci sto lavorando sopra.
Ho duemila passioni, e ne cerco di mettere in pratica duemila ed uno. Così. Per non fermarmi mai e conoscere sempre cose nuove.

Ecco.
C’è chi invece, un lavoro ce l’ha e si prende la briga di prendere in giro quello di altri. Magari nuovo, mediatico, in via di evoluzione. Per paura? Per dispetto? Per incredibile necessità di dire per forza qualcosa?
Non sono una fashion blogger, non ho nulla che lo fa pensare. Dalla punta del capello allo shopping per bancarelle. Ho un blog dove ad occhio e croce ci sono due mie foto e punto tutto sullo scrivere. Cosa che faccio da sempre. Cosa che ho riportato dallo space di MSN.
Nessuno mi regala vestiti, serate e non sono diventata ricca per i quattro post che scrivo.

Leggere, però, certe cose su Vogue mi fa salire l’ulcera. E vi assicuro che un’ulcera, vista in imaging non è proprio tutto ‘sto bel vedere.
E neanche averla.

C’è chi lo fa per fortuna, chi per caso e chi per passione incontrastata.
C’è chi ha la preparazione ed i mezzi e chi no.
Chi lo fa per passatempo e chi invece ne fa il lavoro della vita. Come quella stronza di Chiara Ferragni. Che tanto criticata viene, quanto alla quarta copertina di Vogue è arrivata.

Ecco. Come tutte le professioni. Quelle “vere” ah. Perché i blogger mica pagano l’IVA o firmano contratti ed hanno scadenze. No no. Loro fanno gli aperitivi. E le serate.
E dietro gli aperitivi, io per prima, non credevo ci fosse così tanto.

E fatevi ‘na risata. E se non ci vanno bene UNFOLLOW THEM. Tanto, lo sapete, non lo farete mai.
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