Uno zaino ai piedi del letto

Zaino

Delle ragazze come te, gli uomini hanno paura. Non sanno mai se quel che dici lo pensi davvero, o è solo velato dagli occhi furbi ed azzurri che hai. Se scherzi. Se giochi.

Di quelle come te hanno timore, perché tu sei forte e non hai bisogno di niente. Sai tagliare da sola la pizza e se vuoi una cosa non aspetti che te la regalino. La prendi, correndo anche, a morsi.
Non sogni gioielli e brillanti, ma avventure da zaino in spalla e Superga fiammanti ai piedi. Super colorate, con i lacci in tulle.

Di quelle come te pensano di non poter star mai tranquilli. Sanno che fai una cosa ed invece poi ti trovano dall’altra parte del mondo, in compagnia del primo sconosciuto che passa a leggere poesie d’amore o barzellette su francesi con non solo la R moscia.
Per quelle come te la testa corre veloce, viaggia e la fantasia non conosce limiti. Un giorno sei qui, l’indomani chissà dove. Tu, sopra la tua Ducati rossa e fiammante, potente e figa. Zaino in spalla ed un sacco di sogni dentro.

Di quelle come te il mondo non ne è pieno. Scarseggia. Ed è il mondo stesso che non ti capisce. Non ti sa trattenere. E viaggi. Sola mai. Ti svegli in un letto fatto di cuscini dentro una roulotte e riparti.

Di quelle come te gli Uomini hanno paura, perché invece non sanno che per Amore tu resti. Ma lo zaino è sempre ai piedi del letto. Questa volta preparato per Due.

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Un amore che bacia gli occhi

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Innamoratevi di chi vi bacia la fronte, di chi vi coccola gli occhi. Chi vi tira i capelli, dalla nuca, come i gatti. Chi vi morde la pancia come un cucciolo di cane.

Innamoratevi di chi non ha problemi a manifestare i suoi sentimenti. A letto o in piazza. Di chi vi sceglie ogni giorno. Di chi vi vuole accanto. Di chi ci resta.

Innamoratevi, appunto, di chi vi resta a fianco. Anche quando non lo volete. Anche quando date mille ed uno motivi per andarsene. Anche quando urlate  il contrario.

Innamoratevi di chi lo fa in silenzio. Chi lo fa con coraggio. Chi resiste ed esiste, con voi.

Innamoratevi di chi vi fa svegliare con il sorriso, di chi vi fa ringraziare il Cielo ogni giorno di star su questa terra. Innamoratevi di chi vi ha fatto innamorare del tempo speso bene. Di chi vi fa sentire di non voler più sprecare un solo minuto di questa vita.

Innamoratevi di chi lo fa con dignità. Di chi non chiede e né pretende. Di chi vi abbraccia e, per fortuna, non chiede il permesso. Innamoratevi, di chi vi carezza gli occhi e vi morde il labbro.

Innamoratevi di chi vi bacia i sorrisi, quelli veri. Di quelli che li creano ‘sti sorrisi.

Innamoratevi di chi non sente la necessità di vantarsi con chicchessia di Voi nude. Che i numeri sotto le lenzuola restino lì, laggiù. Sotto le coperte e le lenzuola di seta bianche. Chissene di liste e rifiuti.

Innamoratevi di chi vi fa sentire il cuore pieno, strabordante. Di chi vi fa chiedere “Si può più di così?”

Innamoratevi di chi vi mette al primo posto, anche quando al primo posto dovrebbe esserci qualcos’altro. Di chi vi prende in giro davanti a tutti, davanti a voi stesse, e poi si sa, pensa siate la cosa più bella del mondo. Di chi non vi fa piangere se non di gioia.

Innamoratevi. Che se non V’innamorate è tutto morto, come dice Roberto.

Innamoratevi, perché con l’amore giusto anche voi tornate vive.

Innamoratevi, però, di chi non vi fa accontentare delle briciole. Di chi si concede tutto. Interamente. A voi.

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Forse quello giusto è lui.

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Forse la persona giusta è lui. Quello che neanche ti fa venir voglia di screeshottare i suoi messaggi per crearci un G7 su whatsapp con le amiche.

Forse è giusto proprio perché arriva nella tua vita e non ti da’ neanche il tempo di prenderlo in mano il telefono.

Un fulmine, un ciclone. Un tornado di emozioni nuove che, dici tu, sta succedendo vero? Ed in realtà neanche hai il tempo di risponderti che già c’è una novità che ti lascia di stucco. E tu non ci sei abituata. Tu, eterna amica dei ragazzi, single incallita e con l’amore solo negli occhi ti ritrovi in un turbine di emozioni nuove.

Sorpresa. Ci sei caduta, cascata, con i tuoi capelli fatti di salsedine e i tuoi tacco 12. E non l’hai neanche raccontato. Non hai passato le sere in riva al mare con tequila in mano a disperarti su eventuali mosse mancate. Ad urlare al cielo che “non sta facendo la prima mossa”.

A descrivere, analizzare, sminuire e svalutare ogni suo gesto con le altre. O ad anatomizzare, neanche fossi l’allegro chirurgo (magari Dio ndr.) ogni piccolo segno. Azione. Cenno.

E forse quello giusto è proprio lui. Quello che ti fa appendere al chiodo anni decifrazioni indotte da esperienze negative. Quello che non sente la necessità di farsi spiegare. Quello che hai timore anche a raccontare perché, cazzo, tu hai sempre e solo parlato di loro, lamentandoti. Stavolta su che vuoi dialettare?  Stavolta che sembri più attesa e desiderata di una vittoria in finale di Champions?

Forse l’unica cosa di cui dovremmo tutti preoccuparci, gentil sesso compreso – e sì, parlo di voi Maschietti! – è imparare a lasciarsi amare ed amare di conseguenza.

Non ci sono regole. Ed è questo il bello. Perdiamo la vita dietro ad inutili schemi da seguire. Come se ci fossero realmente dieci comandamenti a raccontarci e raccomandarci come tenerci un uomo accanto. E poi, quando li dimentichi tutti, ecco che quell’uomo resta accanto a te. E ve lo raccontate di notte, occhi negli occhi, petto su petto. Ve lo raccontate in silenzio, al buio, al mare all’alba. Ve lo raccontate ridendo. Sognando. Leggendo. Ve lo raccontate amando. Perché l’amore sfiora, tocca le mani e mantiene delicatamente la presa. Graffia la schiena e poi la bacia. Con dolcezza. Accarezza. Ti tiene addosso. Ed è normale. Quella normalità che va oltre gli schemi da sempre prefissati.

Perché in Amore si sbaglia, ma è proprio quella volta che non ci stai attenta che smetti di farlo. Proprio quella volta non sbagli più.

E di questo, di questo amore, gli screenshot, sarebbe anche inutile averli.

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Per Amore, soltanto per Amore

AMORE

Un bacio mancato. La morsa allo stomaco. Una corsa con il cuore in gola per prendere un treno. Non sprecare tempo. Le lacrime di gioia. Gli occhi lucidi.

I piedi scalzi ed i vestiti di lino bianchi.

Un motore e due caschi.

Un comodino per due. La luce spenta.

Il cielo in una stanza. In un letto. Fuori città.

Sono occhi, grandi e lucidi. Sono sogni, nei cassetti e tra le dita.

Un bacio sul naso ed i capelli arruffati. La fiatella dell’alba, e no che non ti bacio se prima non lavo i denti.

Un bagno caldo a suon di petali. Girasoli ovunque. Anche negli occhi.

È il formicolio in pancia. È libertà. È un metabolismo scombussolato, nuovo, chiaro.

È un tramonto, ed è sapere che in un tramonto non vedrai mai più solo un tramonto.

È lieve dubbio, ma salda certezza. Sono mazzi di emozioni e bouquet di baci. È felicità condivisa con chi la sente anche sua. E sente sue anche le pene, che tanto quelle ci son sempre.

È amore che dopo anni non smette di sorprenderti.

Quando si superano insieme difficoltà, grandi e piccole.

Quando si va oltre le scenate di gelosia e si trova un complice. In questo disordine, mi suggeriscono.

Amore è leggerezza. Indipendenza. Libertà.

Amore è intuizione, è sorpresa. È averlo dentro e volerlo addosso. È conoscere l’altro è lasciarsi comunque sopraffare dalla novità. È trattenersi le mani anche se lontani. È vedere tanta gente per poi comunque tornare a casa.

È innamorarsi delle piccole cose. Di un cielo blu e del mare. È avere addosso la positività.

L’amore non è privazione, non è catene, non è gelosia. L’amore è fresco, libero, sa di acqua di sorgente pura. L’amore è vigoroso, ti trascina. È un profumo, e ti inebria. L’amore è lì, tra le scapole. Quelle che baci con dolcezza e gli occhi chiusi.

Ecco. L’Amore è un bacio ad occhi chiusi. Uno di quelli che non sai più che hai accanto perché tanto non ti interessa neanche più vederlo.

L’amore è semplice. L’amore è naturale. L’amore è straordinario. L’amore è.

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Sua maestà, il Cuore

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Io faccio tutto col cuore. Canto, urlo, grido e sbraito. Sorrido. Amo. Piango. Abbraccio. Se necessario ti mando anche a fanculo, col cuore. Con tutto, l’intero, cuore.

È un’espressione che uso spesso, come se volessi sempre sottolineare il fatto che io sì, vivo di magia. Che mi piace più guardare i dettagli che le cose lampanti a tutti. Che amo di più un piccolo scorcio di luce e due birre in riva al mare, che mazzi di rose rosse, Moët & Chandon ed il vento in faccia.

E lo ascolto, il mio cuore. Non c’è scelta fatta nella mia vita in cui mi son permessa di metterlo da parte, ‘sto cuore. Cammina prima di me, senza aver bisogno di alcun guinzaglio e mi indica la strada. Corre il più delle volte e batte. Forte.

L’ho sentito quasi scoppiare, in certi momenti, di gioia. Di un Amore spassionato che mai avrei pensato di poter toccare. L’ho sentito spesso piccolo così, ritorcersi come dentro un pugno e sputato da denti aguzzi senza remore. L’ho sentito battere così forte di non riuscir neanche a contare i battiti, due dita lì e niente. E pensare che il BLS-D l’ho fatto, e l’ho messo, ahimè, anche in atto.

L’ho sentito scalpitante, per un paio di occhi, una frase di un libro o uno scatto improvviso con la mia Canon. E poi davanti al mare.

E l’ho visto correre, correre forte e cercar di andare lontano. Ma non è mai riuscito a scappare, neanche quando i segnali per farlo c’erano tutti. C’è chi dice, chi mi conosce bene, che “Io non sono nata per scappare; non lo saprei fare neanche volendolo.”

La verità è che le Donne coraggiose fanno paura. Ti fanno scappare ancor prima di farti avvicinare. Ti ammaliano con quegli occhi bassi e non troppo truccati e ti convincono che, no, non fanno per te.

E scappi. Scappi lontano. Ma in amore non vince chi fugge. In amore vince chi resta, si sbraccia, e s’impegna a non far finire la magia.

Perché la magia te la devi meritare, non cresce mica sugli alberi. E devi amare te, come i ciliegi in fiore di primavera. Come quando le altre bambine sognavano il vestito bianco ed un altare, io invece ne sognavo uno da venti euro, abbottonato davanti ed a maniche lunghe. Così come il mio completo quel giorno. Bianco.

 

“È l’AMOR che move il sole e l’altre stelle.” È cosa antica, è cosa vera, è cosa da tener saldamente a mente ed appuntarsela al dito ogni dì.

Così: come quando l’amore, per il Cuore, è l’unica terapia.

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Il portone può anche aprirsi, ma la porta l’accosto. Te la lascio socchiusa

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Sono una di quella che abbaia tanto, ma non morde.
Una di quelle che sbraita “full stop”, punti fermi, nisbapatate e poi alla fine usa un sacco di punti e virgola.
Una di quelle che il portone può anche aprirsi, ma la porta di prima te la lascio socchiusa, tranquillo. E no, non la chiudo mai.

Una di quelle che si arrabbia tanto, ha anche il cuore a pezzi, ma ti perdona. E ti perdonerà sempre. Perché il dolore lo scorda. L’Amore è più importante.

Perché penso che una seconda possibilità sia d’obbligo. Sia giusta. Sia quella che può riportarti in vita o buttarti nel baratro a volte, lo so. Però penso anche che la bontà un giorno, riuscirà davvero a sovrastare l’invidia e la cattiveria. A cancellare l’orgoglio, che tanto alla fine ti annienta e basta. Che ne deve valere per forza la pena se una cosa così bella è stata inventata.

Penso che, magari un giorno non troppo lontano, nessuno si preoccuperà più di fare un sorriso in più ad un passante. Così. Senza motivo. Senza pensare di esser considerato pazzo o accalappiatrice.
E, spero, che un giorno i sorrisi verranno monetizzati con l’Amore. Che regalare gioia non è mai stato peccato. E che neanche sperare in un mondo genuino è da stupidi e sognatori.

Io voglio sperare che tutto cambi. Che venga accettato il perdono. Che venga capito il perdono.

Perché si sbaglia, tanto e spesso, ma i sentimenti non posso sbagliarsi mai.
Come la pancia che brontola quando ha fame. Anche quello, soprattutto per qualche amica mia, è sentimento. E mangi, non è che la dieta ti fa sentire in colpa. La pancia è sincera, non la tradisci.
Perché non assecondare allora anche il cuore, oltre che lo stomaco?

Sarebbe bello no? E non parlo di ingenuità stupida e di farsi calpestare. Parlo di quei sentimenti che richiedono coraggio. Quelli veri. Quelli che ti fanno sentire una morsa allo stomaco in una domenica di febbraio. Quelli che ti fanno sentire innamorata della vita, dell’amore. Quelli che ti fanno sentire dentro la pancia così tanto amore da dare che non puoi far a meno di non perdere altri due minuti e metterlo in pratica.

Quella sensazione che non ti fa dormir la notte o mangiare la mattina. Quella che ti fa sentire, come primo istinto unico e primario, il dare. E dare AMORE. Abbracci, sorrisi, parole di cuore. Quelle che escono anche nei confronti di chi, troppo spesso, non le ha meritate.

Ma si è pentito. Ha capito. Perché non accoglierlo di nuovo nella tua vita? E perché non lasciare fuori, invece, chi non ci vuole stare del tutto?

Il perdono è amore. Il perdono può anche esser vita.

Io voglio questo. Un mondo così.

Sorrisi e perdono.
Perdono ed Amore.

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