Cerco un Centro di CONVENIENZA permanente.

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Una piccola villetta, come quella dove ho sempre abitato. Affacciarsi al balcone e vedere il mare. Tutto bianco e assolato, caldo e salato. Bianco, ovunque e comunque. Sempre immaginata così la mia casa, riempita di odori caldi e ricoperti di sale. Circondata da amore, di piccole cose.

E per una ragazza come me, che per legge dicono sia già in età da marito, pensare forse ad una casa così dovrebbe essere normale. Dovrebbe essere l’ora. E se invece si decide di trasferirsi all’altro capo della propria città natale, da dove si comincia?

Centro Convenienza eccolo che viene in soccorso dei sognatori di case nuove e realizzabili, ma realizzabili davvero. Questo ha una mandato particolare, vale a dire quello di creare così tantipunti in giro per il territorio italiano, per far sì che anche tutti i più piccoli sognatori di case ne possano avere una arredata ad hoc.

Ogni anno inaugura nuovi punti vendita in giro per lo stivale, e quest’oggi è la volta della bellissima Sardegna, a Sassari.

Questa, per l’azienda, è stata una scelta mirata. Una di quelle che CI CREDONO. Credono nei nostri territori e nella bellezza di questa isola amata da tutto il mondo ed a volte dimenticata da noi.

È proprio lì che in questi giorni si sta tenendo il Guinness World Record a Sassari dal 12 maggio ad oggi.

Il nuovo store è stato inaugurato giorno 11 richiamando in tutto e per tutto, con naturalezza, la beltà dei paesaggi sardi. Delle spiagge e della natura. Hanno utilizzato appunto dei piccoli light box con immagini di scorci meravigliosi e spiagge della costa settentrionale sarda. In più, bisogna dire, che la tradizione sarda si mescola bene con l’artigianato di cui Centro Convenienza vuole parlare.

Quindi un’inaugurazione ricca di mobili, natura e spettacoli totalmente gratuiti. Il primo in scena fu proprio quello dei Tazenda.

Ma siccome il cibo tira più di ogni altra cosa, la maratona è cominciato con la più grande arrustuta di sempre.  Per omaggiare Sassari e le pance dei “sardignoli” ecco che l’azienda rinomata ha organizzato una maratona culinaria con un’arrostica che dura da giorni e termina oggi.

Ci si prenotava, si decideva la fascia orario e si preparava la pancia a farsi da capanna. O da casa arredata, s’intende.
e poi come sottofondo tantissima musica, band locali e non e taaaanti sorrisi, sconti e card fedeltà.

Ma non finisce qui. In giro per la città chiunque può trovare Giochi Gonfiabili per i più piccoli, ovviamente gratuiti come tutto il resto e tutte le altre iniziative. un piccolo gioco calcio con tante partite e come premio un pallone ambitissimo ed anche Basket. Per non parlare ovviamente, poi, dei mercati rionali più pittoreschi sardi e delle loro bancarelle colorate.

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Io sto con la mia pelle, io sto con Collagenil

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Tic tac, tic tac, Houston abbiamo un problema. Viviamo in un’era dove sentiremmo necessarie, ma mai sufficienti, quarantotto ore per giornata al posto delle ventiquattro.  Dove a pranzo un panino al volo e si corre da una parte all’altra della città in tram e autobus. E lo smog. Ed il “ccciaffico”, perché il problema di Palermo è il traffico, direbbe Benigni.E chi è che ne risente di più di tutti questi sali e scendi, di tutto lo smog, di tutte le ore a correre fuori casa? La nostra pelle. Detto da una che la sua crema idratante non l’abbandona mai, neanche quando le hanno imposto di non truccarsi per stupide puntine alle palpebre. Cammina con me, prima ancora dello spazzolino in viaggio. E giuro che lo spazzolino lo scordo sempre, c’è chi può testimoniare. Ma lei no. Collagenil®.

La mamma mi ha insegnato che le uniche rughe che potremo accettare saranno quelle del sorriso. Ecco perchè mi ha sempre detto, fin da piccolina, di non trascurare mai l’importanza per le creme, cremine e chi più ne ha più ne metta. Quelle che hanno quel particolare potere alla Harry Potter di rimpolpare il volto. Ed io l’ho presa in parola.Ho trovato un alleato incredibile in Collagenil®. In questo periodo particolarmente stressante per me, che corro a destra e manca con tanto di borsoni per dormir fuori. Che mi destreggio tra tesi, reparto ed eventi mondani ecco che so dir per certo che “la salvezza esiste”.Non posso più far a meno, e giuro solennemente che è così, dei nuovi prodotti Collagenil. A cominciare dal Bio Longevity Serum accoppiato a Oleactive LIPOGEL. Hanno la capacità di distendere la pelle istantaneamente, dicono sul bugiardino. Ed io lo confermo. Lo confermo così tanto da potervi anche mettere una foto in primo piano della mia faccia senza make-up. Ho la pelle morbida, radiosa ed illuminata grazie a questa nuova linea Collagenil. Per il décolleté, invece, dopo anni ed anni di palestra per renderlo così com’è, uso Re Pulp 3D, che riesce a rimpolpare quei tessuti che con il tempo sembrano sempre più vuoti. E questa va bene come le preghierine, al mattino e la sera su viso e decolté. Per quanto riguarda il cleasing invece, io non posso più far a meno del Cleanser Soft Scrub che con le sue piccole microsferule rende la pelle più omogenea e profondamente purificata.Però il mio segreto in assoluto ho deciso di svelarvelo. Purtroppo ultimamente, dormo massimo quattro ore a notte con intervalli di veglia immani. Mi sveglio un po’ sbattuta e con i capelli alla Mafalda e non ho nemmeno una piccola occhiaia. Neanche una piccola borsetta, una clutch sotto gli occhi. Niente. Sotto gli occhi non ho alcun tipo di gonfiore, e ve lo devo dire; il merito è solo di Bio Longevity Serum e Bio Longevity Intensivo occhi. Questi due hanno la capacità di riattivare il microcircolo cutaneo e riattivare la freschezza insita nelle pelli giovani. Anche questi, come le preghierine, mattina e sera sul viso e decolleté. Poi non dite che non Vi penso e che c’ho i segreti. A Voi dico tutto. O quasi?#Collagenil #liftingrevolution

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Donne sulle Punte

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Terra di sapori e di colori. Terra d’amore e simpatia. Terra dell’hand-made per eccellenza e degli accessori che raccontano storia.

Venerdì scorso, tra selfies, storie e fotografie sono stata catapultata ad un evento super glam, qui a Palermo.

In piazza Amendola, 41 un mesetto fa ha aperto una piccola bomboniera colorata che produce gioielli ispirati alla Sicilia ed alle tecniche barocche per eccellenza.

La creatrice di tutto, la mia cara Jessica Pirino, ha fuso le tele raffiguranti ballerine di Donatella Serra ai suoi gioielli fatti a mano ed indossati da ballerine professioniste.

“Donne sulle punte”, dice, “è un messaggio ben preciso. È sottolineare il fatto che le Donne, quelle vere, non prediligono mai la strada facile e preferiscono camminare sulle punte nella strada più difficoltosa.”

E Jessica incarna quell’idea di Donna che porto avanti a spada tratta ogni giorno, che racconto qui sul blog e professo ogni giorno a qualunque passante, tipo i testimoni di Geova va.

Portiamo una bandiera vera, di quelle prive di colore e con addosso accessori scintillanti.

Donatella, pittrice romana, ha dato vita a pitture raffiguranti donne danzanti in memoria della sua mamma ballerina e si è sposata benissimo con gli orecchini “Diversamente Sicilia” della Jessica palermitana con le manine d’oro.

La sedicente Pirino ha dato vita a Filotessuto nel 2012, creato dalla sua immensa passione per i monili barocchi. Tra chiacchierino e frivulitè si divide con maestria e ravviva il tutto con lo scintillio degli Swarovski e delle pietre dure. Racconta di una Sicilia tradizionale, ma nuova e con i suoi gioielli cerca di ravvivare anche l’outfit più banale e basic.

“Diversamente Sicilia”, mi racconta, “parla di una donna femminile che esprime in ogni piccolo particolare tutte le sfaccettature del suo essere modernamente femmina.”

Con i suoi monili vuole raccontare di una Sicilia che si spoglia dei soliti luoghi comuni facendo trasparire il bello del cambiamento, della poesia e dell’arte.

E venerdì tutto ciò è stato messo alla luce dalle meravigliose ballerine sulle punte della Dance Factory di Termini Imerese. Eleonora ed Anastasia hanno posato sulle punte con addosso abiti e gioielli Filotessuto tra le tele di Donatella, circondate da gente che le guardava esterrefatta per l’immensa bellezza ricoperta di altrettanto scintillio. Ed ha posato con loro anche la vulcanica RoseMary.

E mi piace salutarvi così, citando testuali parole della designer: “La bellezza della Sicilia risiede nei luoghi più impensabili, tra le spine di una pala di dico d’india, tra le spine di un carretto o nel folclore di Santa Rosalia.”

E se non mi credete venite qui, in piazza Amendola numero 41 e fatevi ammaliare dalle opere di Donatella e Jessica. Filotessuto Vi aspetta.

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Ci vuole coraggio, ma tanto


E sì. Ci vuole coraggio, ma tanto così. Come quando allarghi le braccia e simuli un arcobaleno di cose belle da metterci dentro, come piccole parentesi rosa che ti riempiono. E magari anche ti riscaldano.Ci vuole coraggio, quando allarghi così forte le braccia da tener fuori quello che in realtà di rosa ti da’ ben poco e ti raffredda gli occhi come Elsa.
Ci vuole coraggio quando trovi la forza di dare quella carezza che avresti tanto preferito ricevere, e quella che invece non smetterai mai di dare. Quella che è tradizione appena sveglia, così per dire “Ci sono, sono qui”.
Ci vuole coraggio a mettere da parte l’orgoglio ed il risentimento, quei due brutti che ti fanno anche aggrottare le sopracciglia come una stupida protagonista di un manga giapponese.
E ci vuole coraggio, ma tanto assai, tanto così, di credere all’amore e di non lasciarlo andare via. Per innamorarsi, ed anche per rendersi conto di aver smesso di amare. Che dicono sia possibile, io però la mano sul fuoco non ce la metto.
Ce ne vuole per partire, andare e cominciare la vita da zero, anche se da zero non si parte mai realmente. Ma serve anche per restare, mettere radici ben salde come il pino del giardino di casa e non scollarsi più. Riempire il salone di dolci e gente la domenica pomeriggio e ricordare vecchie avventure, ma anche crearne di nuove. Ce ne vuole per metter su famiglia e per crearne una così grande da aspettare da un momento all’altro, come deus ex machina, l’arrivo di un angelo che preannuncia la lieta novella.
Ci vuole coraggio, ma tanto coraggio, a permettere al cuore di comandare tutto il resto. A credere all’Amore, quello vero. A correre felici sui prati e a piangere in riva al mare, o a rotolarsi su per la spiaggia sotto casa, con i granelli di sabbia ovunque, pure su per il naso.

A ridere e sorridere. A perdonare e a chiedere scusa.
Ad accettare il cambiamento, ma anche a pretenderlo alle volte. A cantare sotto la pioggia e a non prendere l’ombrello, perché no è meglio che mi bagni, che il mascara si sciolga e che io ti baci la fronte dolcemente. E che lo lasci fare anche a te. 
Ad inseguire i sogni, quelli per cui sei disposta a rinunciare realmente a tutto il resto. Quelli per cui vivi, brami, quelli che fai ad occhi chiusi ed ancor di più ad occhi aperti. Quelli lì che nel cassetto non saranno mai comodi a starci. E li tocchi con mano e ti sudano gli occhi, li abbracci silenziosamente e li coccoli ogni giorno. 
Ci vuole coraggio per smettere di pretendere di piacere a tutti, sed etiam di farci stare qualcuno sul culo senza troppe remore e giri di parole.

Ce ne vuole per bastarsi, per accettarsi, per amarsi. Per ballare da sola al centro della strada senza rischiare un TSO. 
E poi, ci vuole così tanto coraggio per pretendere di brillare e non smettere mai di farlo. E per essere liberi. Liberi, appunto, di splendere.

La mia vita esagerata, per la Felicità

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Sono sempre stata una di quelle fuori dal coro, e non nel senso primeggiante del termine. Una di quelle che, zitta zitta il primo giorno d’asilo già a Natale era la presentatrice della recita. Una Maria De Filippi classe ’92. A tratti anche cantante e, per chi voleva, ballerina. Con una caramella sempre in bocca, come lei.

Un po’ fuori dagli schemi appunto. Una di quelle che un’identità definita forse non l’ha mai avuta, perché sa di non essere solounacosa. Ma di saper fare, bene o male che sia, più cose.
Una di quelle mai eccelsa in assoluto. Spesso seconda. Qualcuno l’ha sempre fregata. A scuola ed in amore. Per strada ed ai test. Di vita e d’università. C’era sempre qualcuno più bravo. Uno di quelli che, in silenzio e non tanto a testa bassa, superava così senza remore con sorriso beffardo e aria di sufficienza.

Sono sempre stata una di quelle che ha preteso. Ha sorriso a tutti e ha imparato, pian piano, ad abbracciare. E ha pianto, tanto. Urlato altrettanto. Baciato, poi non ne parliamo.

Ho sempre rincorso la felicità. Quella vera. Quella che senti così forte dentro che non ti fa dormire la notte. Quella che ti da’ l’amore. Quello vero. La passione. Quella che ti fa ribollire il sangue e ti fa venir male alla pancia. Quella che ti fa sudare e ti fa bagnare i piedi con l’acqua salata in pieno gennaio. O ti fa dimenticare di mangiare perché troppo impegnata a far l’amore.

Quella che ti guarda dormire e ti prepara il caffè.

Perché se è vero che l’amore ti salva, è anche vero che ti salva il cuore. Gli occhi. Anche i capelli diventano più belli. Più ricci. Più sole.
Ti salva quando, dopo pranzo, il caffè è già salito, e lui che non sa fare nulla in cucina te lo fa trovare pronto con accanto un bignè al pistacchio. Che sa che ti piace tanto. Che è andato a prendere apposta mentre dormivi. E sai quanto lui preferisca dormire più di ogni altra cosa. Ma “C’è il sapore di vita nel caffè”.

Sono sempre stata una di quelle che non si sono mai accontentate. Affamata di vita ed esperienze tanto da non spendere chissà che tempo a dormire la notte. Che non si riposa mai. Che la vita la mangia a morsi, e purtroppo si vede anche quella sui fianchi che ho.

Una di quelle che ha sempre preferito urlare che tacere. Una di quella che il rispetto l’ha dato, ma l’ha anche preteso. Anche con chi voleva nella sua vita ad ogni costo. E forse vuole ancora.

Una di quelle strane che non ha mai usato chissà quale strategia, giochino, o partite. O forse a volte sì. E non è andata bene. Perché, ha capito poi, che le cose son più belle se vengono fuori sole dalla pancia.

Che se da una parte c’è il paradiso, per cui si urla e si ride, dall’altro c’è il baratro. Quello in cui, volente o nolente, tu ESAGERATA come sei, come ti dicono, puoi precipitare.

Ma va bene così. L’impeto ed il dubbio. La passione e l’inaspettato. L’incanto. Il non equilibrio.

Un bacio in fronte. Un abbraccio sincero. Una pacca sulla spalla. Uno sguardo tra i capelli. Delle lenzuola bianche. Il cioccolato fondente.

Ed io mi e ti auguro questo. Di non perder mai la mia fame, di vita e per la vita.

AMEN.

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Perché a noi piace, NHVR e Cordaro

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C’è una Via Libertà, una di quelle che ti catapulta in una Palermo diversa, in antitesi alla Maqueda distante solo due isolati. Una di quelle che ti fa sentire un po’ più glam, tra le vetrine di grandi marchi ed il Giardino inglese. Tra le luci gialle e le panchine marmoree.

Eccolo lì, al numero civico 36, troviamo Chiosco Mediterranean Bar di via Libertà, un nuovo concept store incredibilmente figo che ha ospitato un super fashion show il 16 marzo e la presentazione della novità palermitana NHVR.

Giuseppe Turco e Salvatore Priano, titolari di NHVR hanno dato vita ad un evento nuovo per Palermo, rendendola quasi un po’ newyorkese. Con il loro stile retro-future hanno creato una collezione apprezzatissima all’estero ed adesso conosciuta anche in una piccola realtà come la nostra città siciliana. Il sapore è quello di un marchio tutto nuovo, ma allo stesso tempo molto legato alla Sicilia. Con il Chiosco accanto ecco che si viene catapultati a Palermo ed ai suoi antichi chioschi in cui si servivano bevande rinfrescanti. La gazzosa dei nostri mamma&papà, intendiamoci.

Facendo due chiacchiere con Giuseppe ecco che scopro quanto c’è voluto per arrivare ad un’idea tale da svegliare il capoluogo siciliano. Ci sono voluti viaggi e giri per il mondo ed un grande store manager dietro, alias Giovanni Bondì.

Ma come ogni evento che si rispetti le donne eccole lì protagoniste, la madrina indiscussa dell’evento, la Nathalie Caldonazzo. Tra selfie e piccole interviste eccola che si destreggia sorridendo a tutti e sentendosi a casa. La showgirl, amante di Palermo e dei palermitani, ammette di sentirsi a casa ogni volta qui e che, tornare, è sempre un po’ difficile.

“Amo il nuovo concept e l’idea di questi due ragazzi. Una grande novità nel mondo della moda.”

Tra Champagne e Spritz, le grandi riprese di Feel Rouge TV e dj Mirko Vice, le protagoniste indiscusse sono state le modelle acconciate da Francesco Cospolici.

Le ragazze, tra cui Alice Ye famosa con Yves Saint Laurent, hanno rapito gli occhi dei numerosi fotografi e degli spettatori senza troppi giri di parole o nudità stupide. La loro eleganza, i loro gioielli di Gioellerie Cordaro ed al collo i nuovi chokers Dodo Pomellato.

Io, inviata speciale per la famosa gioielleria palermitana, mi sono ritrovata tra i fotografi a fingermi una di loro e a fotografare queste piccole grandi meraviglie acconciate per l’evento.

Ma non ero mica sola. Gara di selfie e IG Stories con l’amica Annandrea Giuffrè di Andrea’s swag e Dario Monfortè che si è fatto trovare direttamente da New York in via Libertà.

Che dire, andate a scoprire anche voi questo street style tutto nuovo di NHVR  e ammirate il mio regalo Re Carlo da parte di Gioiellerie Cordaro e la grande Federica, al madrina indiscussa del gioiello palermitano.

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