Uno zaino ai piedi del letto

Zaino

Delle ragazze come te, gli uomini hanno paura. Non sanno mai se quel che dici lo pensi davvero, o è solo velato dagli occhi furbi ed azzurri che hai. Se scherzi. Se giochi.

Di quelle come te hanno timore, perché tu sei forte e non hai bisogno di niente. Sai tagliare da sola la pizza e se vuoi una cosa non aspetti che te la regalino. La prendi, correndo anche, a morsi.
Non sogni gioielli e brillanti, ma avventure da zaino in spalla e Superga fiammanti ai piedi. Super colorate, con i lacci in tulle.

Di quelle come te pensano di non poter star mai tranquilli. Sanno che fai una cosa ed invece poi ti trovano dall’altra parte del mondo, in compagnia del primo sconosciuto che passa a leggere poesie d’amore o barzellette su francesi con non solo la R moscia.
Per quelle come te la testa corre veloce, viaggia e la fantasia non conosce limiti. Un giorno sei qui, l’indomani chissà dove. Tu, sopra la tua Ducati rossa e fiammante, potente e figa. Zaino in spalla ed un sacco di sogni dentro.

Di quelle come te il mondo non ne è pieno. Scarseggia. Ed è il mondo stesso che non ti capisce. Non ti sa trattenere. E viaggi. Sola mai. Ti svegli in un letto fatto di cuscini dentro una roulotte e riparti.

Di quelle come te gli Uomini hanno paura, perché invece non sanno che per Amore tu resti. Ma lo zaino è sempre ai piedi del letto. Questa volta preparato per Due.

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Le Cinèma: c’è il sapore di vita nel caffè

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“C’è il sapore di vita nel caffè”. Lo canta Cesare, il mio Cesare ed io l’ho sempre preso in parola.

È una scusa, un pretesto. A Palermo si usa dire, per ogni cosa, come ogni scusa, “Prendiamoci un caffè, va’.”

Per attaccar bottone. Per far pace. Per ritrovare un amico dell’asilo o un collega dell’università. Per far pausa da lavoro o prima di andare a lavoro. Il caffè è terapeutico. Ti coccola, ti vizia, ti abbraccia. Ti conquista e ti appassiona.

Il suo sapore ti inebria e ti trasporta in casa, anche se sei costretto a prenderne uno alle macchinette della tua università. O in reparto se sei di turno. Il caffè ti allieta la giornata, e magari anche la vita.  È attenzione, è cura. È quel minuto di rito che ti rilassa, ti stringe a se’ e ti rasserena.

Le Cinèma lo sa bene, e sul caffè c’ha fatto la storia, la sua storia. La loro miscela è grande, corposa, cremosa e morbida. Che sono quei caffè slavati che sanno d’acqua! Non sono mica una Gilmore girl io! E neanche voi, purtroppo o per fortuna. Io voglio il buon caffè corto e cremoso italiano. Quello BELLO, quello che già dalla faccia ti sveglia più di due schiaffoni in piena faccia. Quelli che ti vorresti dare la mattina quando ti butti in macchina ancora con gli occhi chiusi.

Le Cinèma sa come svegliarti e coccolarti. Ha creato tutto in bianco e nero. Divani in pelle che sanno di vintage, vintage come il vero sapore di caffè che si respira all’interno dei loro locali. Lo stesso che si può poi assaporare grazie alle loro cialde in casa.

È eleganza. È rilassamento. È abbandonare le difese. È abbassare i muri.

Che sia in casa o nelle loro black & white location, ci si sente coccolati. Ammaestrati. Quasi stregati dall’odore immenso che il loro caffè può diffondere. Che siano le “Café Le Cinèma Top” in casa, che sia invece al bar, non bisognerebbe mai abbandonare l’idea che un buon caffè ti può non solo salvare la giornata, bensì la vita.

Buzzoole

Io ve l’ho detto, Voi, miscredenti, guardatevi anche il loro sito ed ordinatevi le cialde. Io, come vedete, l’ho già abbondantemente fatto.

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@lecinemacafe
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Un amore che bacia gli occhi

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Innamoratevi di chi vi bacia la fronte, di chi vi coccola gli occhi. Chi vi tira i capelli, dalla nuca, come i gatti. Chi vi morde la pancia come un cucciolo di cane.

Innamoratevi di chi non ha problemi a manifestare i suoi sentimenti. A letto o in piazza. Di chi vi sceglie ogni giorno. Di chi vi vuole accanto. Di chi ci resta.

Innamoratevi, appunto, di chi vi resta a fianco. Anche quando non lo volete. Anche quando date mille ed uno motivi per andarsene. Anche quando urlate  il contrario.

Innamoratevi di chi lo fa in silenzio. Chi lo fa con coraggio. Chi resiste ed esiste, con voi.

Innamoratevi di chi vi fa svegliare con il sorriso, di chi vi fa ringraziare il Cielo ogni giorno di star su questa terra. Innamoratevi di chi vi ha fatto innamorare del tempo speso bene. Di chi vi fa sentire di non voler più sprecare un solo minuto di questa vita.

Innamoratevi di chi lo fa con dignità. Di chi non chiede e né pretende. Di chi vi abbraccia e, per fortuna, non chiede il permesso. Innamoratevi, di chi vi carezza gli occhi e vi morde il labbro.

Innamoratevi di chi vi bacia i sorrisi, quelli veri. Di quelli che li creano ‘sti sorrisi.

Innamoratevi di chi non sente la necessità di vantarsi con chicchessia di Voi nude. Che i numeri sotto le lenzuola restino lì, laggiù. Sotto le coperte e le lenzuola di seta bianche. Chissene di liste e rifiuti.

Innamoratevi di chi vi fa sentire il cuore pieno, strabordante. Di chi vi fa chiedere “Si può più di così?”

Innamoratevi di chi vi mette al primo posto, anche quando al primo posto dovrebbe esserci qualcos’altro. Di chi vi prende in giro davanti a tutti, davanti a voi stesse, e poi si sa, pensa siate la cosa più bella del mondo. Di chi non vi fa piangere se non di gioia.

Innamoratevi. Che se non V’innamorate è tutto morto, come dice Roberto.

Innamoratevi, perché con l’amore giusto anche voi tornate vive.

Innamoratevi, però, di chi non vi fa accontentare delle briciole. Di chi si concede tutto. Interamente. A voi.

Innamoratevi

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Sapore di Mare, assaggiare il mare con gli occhi e col palato

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Voi l’avete un posto ricco di colori, sapori ed odori che vi infonde calma? Che vi colora l’anima? Uno di quelli che, manchi da anni, torni di sorpresa e lo ritrovi così per com’era? Un po’ casa, un po’ strada. Un po’ mare, un po’ terra. La tua. Quella calda che ti manda via, come una mamma che sa che deve lasciarti andare, e poi ti accoglie a radici aperte.

Ecco. I tramonti che inseguo da anni finiscono sempre ad Aspra. Lì tra le barche colorate e la nuda terra. Le mani callose dei pescatori e “Oh Curù” come barca. I soliti cinque che giocano a briscola davanti il chiosco dei gelati e tanti piccoli localini, uno dopo l’altro, in fila indiana, di fronte il lungo mare asprense.

Lì c’era una piccola bambina, scura con gli occhi grandi ed una voce così squillante da volerla tendenzialmente strozzare. Una che invece poi mi ha fatto conoscere uno di quei tanti piccoli localini, tanto da farmene innamorare. Gabriella, autrice di avventure ineffabili e mangiate altrettanto indicibili, mi ha fatto assaporare il vero “Sapore di Mare”.

In via Francesco Tempra ecco che l’amore per il mare di Salvatore si fonde a quello della cucina del signor Mimmo, e si sposano bene creando piatti meravigliosi.

Con esperienza familiare lunga generazioni e generazioni, Salvatore ed Anna Rita, innamoratissimi di Aspra e l’uno dell’altro, ecco che hanno creato un modo di vedere il circondario con una novità. Hanno creato l’AperiFISH.

Un piatto, che ragazzi miei, strabordava di cose fin troppo succulente per lasciare nel piatto.

Cosa importante è che i piatti, di giorno in giorno, sono diversi tra loro. Si sposano con un Bianco di Nera o Spritz secondo i gusti di ciascuno e colorano i tramonti asprensi in silenzio.

Io ho scelto, appunto, un bianco di nera da abbinare a piccoli pesciolini che ho mangiato per la prima volta in vita mia, detti in zona, “maccarruneddi”. E poi c’ho bevuto su, tanto su. Che ne sapevo mica fossero così buoni? Ah, e ho mangiato tutto tutto. Anche l’occhio. Mi merito un premio? Ora basta che altrimenti sembro una stronza e mi denunciano alla sede centrale dei vegani, se esiste.

Poi un po’ di caponata, tipica sicilianità color rosso amaranto ed un crostino alla salsa tonnata.

C’era poi il polpo, il cocktail di gamberi, la salsa rosa un po’ ovunque e le cozze.

Sarei capace di mangiare cozze in qualunque modalità. Quelle di ieri, per esempio, lo Chef Mimmo le ha fatte gratinate con mollica. Ed io le ho mangiate tutte e tre, senza complimenti. Ma da brava Giufà, già dalla prima la mia maglia bellissima bordeaux era sporca. Con tanto di macchia di salsina rosa su tetta destra.

E non vi dico che alla fine il vino di Gabriella l’ho bevuto io e lei ha preferito lo Spritz. E poi la Coca Cola. Non vi dico che per fare l’OnTheTable mi sono arrampicata, con tanto di gonna di pelle, sopra la sedia davanti a tutti.

Non vi dico che sono caduta tra le barche per fotografare il tramonto mozzafiato “asparioto”.

Non ve lo dovrei dire, ed invece ve l’ho detto.

Ogni giorno, fate come me: facciamo aperitivo, ma aperitivo serio, alla modica cifra di soli dieci euro. Con vino e pesce a tignitè. E, concedetemelo, il tignitè. L’aria di casa che si respira in questo posto è tale da dimenticare le congetture ed i pensieri pesanti. O forse quello è solo il vino?

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@saporedimareaspra

Un mondo bio: Amo essere biologico

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Il sole splende in cielo, i fiori di campo sono super colorati e tu sorseggi un buon bicchiere di vino e mangi loti freschi freschi. Frutto del tuo orticello bello e delle tue viti anziane. Sai che li hai creati tu, quei piccoli e belli frutti. Con lavoro, dedizione ed amore. Un po’ come faceva piccolo, con il suo nonno, il mio amico Gabriele. Lui, il suo orto e l’asinello bello che pesava sempre più di lui.E se lo facessero anche altri? Se esistesse una linea, in grande scala, di prodotti realmente biologici? Amo Essere Biologico è una nuova linea di prodotti davvero provenienti da Agricoltura Biologica dedicata a chi, della bella natura, ha fatto un vero stile di vita. Buzzoole Biosostenibilità, biodiversità e salvaguardia di risorse naturali stanno alla base della politica di Amo Essere Biologico by Eurospin. Tantissime specialità di cereali, pasta e prodotti da forno. Gli immancabili yogurt e uova. Tutto sempre certificato secondo le norme europee e prodotte nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. E delle tasche, essendo, comunque, super conveniente.All’unversità avevo una collega, un po’ fissata dicevo io, con l’alimentazione sana e rispettosa. Informata su ogni piccolo ingrediente ed ogni minuscolo marchingegno capace di creare cibo. Quanto sarà contenta, adesso, di vedere Eurospin che ha messo in vero la sua idea? La sua, come quella di tanti altri. Come quella che dovremmo avere un po’ tutti.Che le grandi macchine sono sempre andate bene, ma se non ci metti un po’ d’olio ogni tanto anche le Ferrari si fermano. E la Madre Terra è così. Piccola ed indifesa, che ringrazia e si inchina a chi la coccola.Come noi, come Eurospin, come Amo essere Biologico.

http://l12.eu/eurospin-1710-au/402OKGCQYZP8FBIUSOQZ

#amoesserebiologico #Eurospin #eurospinbio

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Quelle giornate perfette, così.

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Esiste un giorno che vorreste rivivere dall’inizio alla fine? Uno di quelli che avete sentito giusto fin da quando avete aperto gli occhi?  Fino a quando li avete chiusi?
Quando l’Amore ti tocca, da ogni lato ed esce da ogni poro.
Quando l’hai accanto, addosso e dentro.
Quando ti si muove dentro la pancia ed esce fuori con luce dagli occhi.

Il mare alle sette del mattino, come a dirmi “Sì, hai il mutismo selettivo e Lui ti fa riprendere. Spacca il mondo ed io ti aspetterò fuori e sarò fiero di te.”
Un bacio in fronte, uno sulle labbra, una pacca sulla spalla.
Bruno Mars immancabile in sottofondo. Il nodo in gola più bello e strano mai sentito.
L’autostrada veloce ed i parcheggio che tardava a liberarsi. Occhi sinceri, mani tra le mani. Occhiali da sole e sorrisi tanto forzati quanto fiduciosi. Agognati. Speranzosi.

E poi occhi fieri, un’arena splendida munita di guanti in vinile trasparenti e vetreria. Sacche. Un mondo, il mio.

Un palcoscenico da vivere, e la protagonista ero io. Lì. Sicura come mai in vita, fiera del bianco addosso, abbottonato davanti e capelli stretti in un codino nero.

Sorrisi. Battute. Cose che forse era meglio non dire, machissssene. Risate.
Puoi sapere di fare bene il tuo lavoro se è questo stesso che ti fa divertire. Ti fa sentire viva. Ti fra tremare. E non c’è approvazione che tenga accanto a te più di questo.

Occhi sconosciuti sbalorditi. Occhi grandi e luminosi come a dire: “Ma ora questa chi la zittisce, ah?”

E poi gli applausi. I fiori. Così tanti fiori da sembrare un prato immenso e variopinto.
Sette girasoli. Quell’aula sognata da quando sono nata, che era lì accanto a me sempre ma lontana più che mai.
Quell’aula che ho agognato ogni giorno ed ogni notte. Quella da cui volevo uscire con un po’ di alloro in testa.
Quella che è sempre stata la mia “chiesa“.
Il mio punto di ritrovo, il mio posto nel mondo.

Ed occhi fieri ovunque mi girassi. Quegli occhi di chi ha visto, in tutto questo tempo una me spenta con addosso un sogno. E chi, invece, c’è sempre stato ed ha deciso di non esserci più.

Una me sognante, di giorno e di notte, con mani sempre pronte a lavorare e braccia per cingere. Vite e vita.

Ed il cibo, ed i bigliettini. E parole di amore che non credevo potessero essere mai rivolte a me. Di stima, quando io forse stima di me stessa ne ho sempre avuto poca.
Ecco, sono quelle parole che terrò sempre conservate come tesoro inestimabile per tutta la vita.

E queste cose le sto scrivendo adesso, dopo mesi. Forse perché proprio mi è piaciuta così tanto che per un’altra volta ci sto pensando.
E ci sto pensando come sempre più forte, ogni giorno di più.

Perché se ho una certezza nella vita è che io, nata scema e con la testa sbattuta, so da sempre dove vorrò stare per tutta la vita.
Ed è un per sempre che non mi ha mai spaventata dirlo. Un per sempre in cui credo. E sempre crederò. Ora e per tutta la vita.

E ne sto scrivendo adesso, quando l’umore non è dei migliori e le speranze sono all’ennesima potenza.

Proprio adesso, che giorno dopo giorno, sogno sempre più forte. Proprio adesso che rivedo già tutto lontano.

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Il riciclo figo: KillyKite

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Una canzone che ha racchiuso la mia età di Pericle anni fa aveva come titolo FREE. Al ritornello esordiva con “Sei libero, fai quel che vuoi.”

Ed io l’ho presa come vangelo, Bibbia, come legge scritta e sottoscritta con patto di sangue. E l’ho presa come stile di vita. Che si è tramandato dalla mente al cuore, agli abiti.

Chi la pensa come me? KillyKite.

C’è chi, al mondo, adesso, ha avuto la grande briga di creare abbigliamento ed accessori ecosostenibili. Di quelli che vengono riciclati dagli oggetti più disparati. Per esempio loro utilizzano prodotti dediti ai veri e propri appassionati di vele e kitesurf.

Voi mi dite: “Ma che cavolo c’entri tu con il kitesurf?”

E vi sbagliate. Ho un’amica, un’amica di quelle vere avventuriere. Di quelle che da anni non hanno fissa dimora, ma solo un obiettivo. Un’amica che un kite, così per prova, lo comprò. Ed io l’ho vista così figa, che Dio io neanche con un abito di Stella avrei potuto esserlo di più.

Chi l’avrebbe pensato mai che da quelle vele potessero venir fuori oggetti così fighi, unici e originali. Ma bravi loro, senza quest’innovazione le vele di cinque\sei anni fa erano solo destinate al rifiuto. Il DACRON® con cui sono fatte è anche figo, Cristo. Leggero e colorato. E poi vuoi mettere che la mia super borsa che porto al mare con il mio costume alla baywatch probabilmente ha volato in giro per il mondo per poi approdare a Palermo?

È leggerissima e, per fortuna mia, impermeabile. Pronta a tesimoniare con croce sul cuore perché mi è caduta, con dentro il mio intero mondo, tra gli scogli. Ma ovviamente si sa che la Mari è un po’ maldestra.

Ed un’altra grande fortuna è che potrò metterla in valigia per andare alle isole senza che questa occupi metri di spazio come le coffe o le grandi borse di paglia. È ancor più figa, soprattutto se indossata con una maglia superOver di Zara tinta unita che fa vedere le coscitelle.

Vi ho convinto? Visitate il sito per vedere anche i vari modelli in giro per il world.

http://l12.eu/killykite-ita-1649-au/2NPSZ0Q4C9P8FBIUSOQZ

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