Un’allergica disperata

Rosa, verde, giallo, tutto ciò che abbiamo attorno si colora di vita, d’amore. Il sole. Il sorriso di uno sconosciuto. La collezione primavera\estate. I colori pastello. Le mani che sanno di fiori appena colti. Le fragole. Le coroncine di girasoli a mo’ di cerchietto tra dolci boccoli setati. Uscire dagli armadi gli shorts di jeans amati che si credevano persi in una vita che, così lontana, non sembra neanche più la tua. Come quando, una domenica pomeriggio, guidi con il finestrino abbassato per sentire meglio il profumo di mare e dalla radio parte la tua canzone preferita…. Ed…. ETCIU’. Gli starnuti! Eccoli! Non te la fanno neanche cantare la canzone. Irrompono prorompenti e distruggono l’idillio, come un grande dinosauro che sale sul modellino di torre Lego del tuo fratellino. Ok che “marzo è una promessa” ma qui l’unica promessa che mantiene ogni anno è un’allergia prorompente e degli occhi pieni di lacrime! Acciderbiolina, eccoli! Etciù. Primule, narcisi, iris e tulipani fioriscono come non mai tra la gente che è allergica ai “POLLI” (sì, in ospedale puoi anche sentire rinominare mille parole più una nel nuovo dizionario Zanichelli. Ndr. Pollini, cavolo, pollini!) e quelli che se le inventano tutte pur di giustificare il loro “gonfiore”. Lei, la malattia del secolo. Ma voi ci siete state mai con un soggetto affetto? Tra un bacio e l’altro intercorrono esattamente 10 starnuti che, diciamolo seriamente, ti passa anche la voglia di avvicinarsi. In macchina ha sempre trecento pacchi di clinex e sul comodino, non ha un libro o il caricatore per smartphone: comincia la sua storia IDILLIACA con il Ventolin. L’unico che sa dare un ALITO di sospiro benevolo. Il soffio vitale, per intenderci. Le ragazze nella borsetta non conservano le caramelline al lampone come tutte le altre donzelle, no! Loro hanno gli antistaminici! E se le inviti ad un aperitivo, poverine, sono costrette a rifiutare perché rischierebbero di addormentarsi sullo spritz. E hanno gli occhi cerchiati che Kong Fu Panda a confronto veniva da una Spa rilassante e coinvolgente. Ma “Che fretta c’era, MALEDETTA PRIMAVERA?” Come quando sei lì, pronta a vivere ogni cosa che ti si presenta davanti e fiorire insieme alle margherite ed invece devi correre in bagno a soffiare tutto il finto muco che ti cade giù dal naso. Un eterno rimando alla vita, un’esistenza in stand by. Ma poi, è normale che più ci si guardi intorno più non si trovano più persone “normali”? Come se facesse figo essere allergico! Ma lo sanno cosa si prova a vedersi passare davanti un panino con mozzarella di bufala, crudo e scaglie e non poterlo addentare neanche pagandolo oro? E se invece lo fai e diventi un dirigibile a pressione che neanche punto da un ago si sgonfia? Per non parlare delle macchie rosse che ti fanno somigliare più a Pongo della Carica dei 101 che a Kate Moss. In realtà forse Kate la si può emulare benissimo, gli occhi vispi ci sono, è il resto che manca! Arriva, quando meno te l’aspetti e ti sconvolge l’esistenza. Un mondo fatto da uomini, donne e PIRLA-ALLERGICI. Anche chi pensava di non esserlo lo diventa. C’è chi a trent’anni decide di voler capire il reale motivo del gonfiore addominale che impedisce agli addominali di uscire e dopo vari Test…Tadan! Graminacee, molluschi, crostacei, polline, uovodigallinatibetana! Intolleranza al mondo che si respira attorno. E si eliminano tutti i cibi buoni, si elimina la nutella! Si elimina il cioccolato e si elimina la felicità. Ma poi, quanti cavolo di tipi di farina abbiamo? Un’intolleranza diversa per ogni granello, accidenti! Sperando che tra uno starnuto e l’altro si riesca a vivere una PRIMAVERA poco maledetta e tanto sorprendente, come se si piantasse un fiore, nuovo e sconosciuto, che fiorisse ad aprile con la nuova primavera, innaffiato ovviamente dai nostri amati ETCIU’.
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