Mise da Oscar

Qualche sera fa abbiamo assistito ad una delle notti più importanti, neanche fosse il capodanno, sto parlando della notte degli Oscar.

All’improvviso diventiamo critici di film? Ma no, suvvia.

È di loro che si parla, di cui sono piene le migliori testate e di cui tutti aspettano visione: le studiatissime (più o meno riuscite) mise dei Vip internazionali.

Chissenefrega del premio! Migliore attore protagonista? Eccolo, è lui, L’Elie Saab di Emma Stone di un giallo-verde in contrasto con i suoi rossi capelli e con la statuetta di Lego gialla ricevuta. Co- protagonista, non solo dell’abbraccio memorabile sul red-carpet, la grande Jannifer Aniston che per una volta non ha deluso con una delle sue mise facilmente disprezzabili scegliendo un Versace impeccabile; stessa cosa per Rosamund Pike, spesso criticata in passato, che con un Givenchy rosso fuoco, stavolta, ha lasciato tutti a bocca aperta.

In realtà noi li vogliamo, li bramiamo, li sogniamo, li desideriamo tutti questi meravigliosi e costosissimi abiti. Anche il più brutto lo vorremmo nel nostro armadio.

Così, da mettere per andare a fare la spesa o all’università, proprio così, per sentirci fighe. Pensandoci, con tutto quello che hanno a disposizione, come acciderbolina fanno a toppare il look “oscarile”?  Seriamente, cara Marion, come pretendi, per esempio, di essere ammirata se ogni articolo scrive “Marion Cotillard looks like a SUSHI?” Cosa ti aspetti? Il perdono? L’inferno eterno cara mia, hai sbagliato Dior, bellezza! Non sai se mangiarla mentre quel gran figo di Neil Patrick Harris intrattiene ospiti internazionali sul palco o afferrarla per i capelli di soprassalto mentre è in bagno ad incipriarsi il naso carino e roseo che si ritrova e chiederle con le lacrime agli occhi: “PERCHE’, TU DIMMI PERCHE’?” Vabbè, ragazze, si sa, non tutte hanno il fascino ed il portamento della stratosferica Maryl Streep che è impeccabile anche con un sobrissimo tailleur nero Lavin. E se da un lato abbiamo la raffinatezza della Grande “Diavola che veste Lavin”, dall’altro abbiamo tizi che si sono presi la briga di agghindare la Gaga come una casalinga disperata. Vestita di Azzedine Alaia in bianco e tramortendo il tutto con un paio di guanti rossi che usiamo noi ogni giorno per lavare i piatti. Ma poi, il bianco perché? Ad un certo punto non si capiva più se stavamo assistendo alla serata degli Oscar o ad un matrimonio combinato in stile n“Sette spose per sette fratelli”.

In troppe vogliono strafare, e come noto a tutti, “il troppo storpia”, in ogni cosa. Si trovano a eccedere in modo così eclatante da vivere sul red carpet la tragedia fashion più grossa che ogni donna possa immaginare: lo stesso abito, allo stesso evento. E purtroppo quest’anno è toccato alla pluri pagata JLo anche lei in un intramontabile Elie Saab e la signora Duvall dentro un abito pressoché identico firmato Jad Ghandor. Si entra in crisi per la stessa maglia di Zara basic indossata per la palestra, che ha pure la sorellina di 15 anni, pensa a queste povere tizie che spendono giorni, forze e denaro e vengono viste e criticate dal mondo intero?  E se si dice che “l’abito non fa il monaco”, sbaglia . Ed il red carpet una seconda possibilità non la da’ a chi non la merita.  Quindi, da brave, lanciate a noi i vostri rimasugli di vestiti usati, provati e scartati e tenetevi i vostri il più delle volte consigliati da Stylist ubriachi.

Noi siamo contente anche così.

Marion ritenta la prossima volta.

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