Comix: XXV edizioni ed oltre.

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10 giugno, ogni anno, più o meno, ultimo giorno di scuola.11 giugno, primo giorno di vacanza, primo giorno in cartoleria a sceglierLa. Ma non eravamo stanchi, dopo mesi sui libri e dietro quei banchi? Cosa ci spingeva a comprare subito una nuova agenda? 1.300.000 copie vendute in un solo anno e XXV edizioni dopo eccomi sempre qui a pendere dalle sue labbra.Ricordo ancora la sensazione di pace non appena entrata con la mamma in cartoleria vicino casa. E guai se non fosse arrivato il colore che desideravo. Guai se mi chiedeva di aspettare perché già terminata. Guai. La mia prima Comix fu in vernice fucsia shocking, dimensione media e subito riempita di scritte in pennarello indelebile sulla copertina.E c’era poi la prima pagina, la prima dedica da ricevere. Quella era destinata a qualcuno di speciale. Per quanto mi riguarda era sempre di Valentina. La mia storica compagna di asilo, elementari e medie. Valentina che tra qualche anno dovrà comprarla lei, la Comix, al suo piccolo.XXV edizioni dopo, Comix, ormai maggiorenne in tutto il mondo, ha deciso di essere disponibile in ben dodici varianti di colore e ben tre materiali differenti. Dal Soft touch alla Skin. In più 2 edizioni speciale limitate nate dall’estro creativo di giovani talentuosi artisti pop italiani. Loro stessi firmano le Comix Special.Ma la Comix va di pari passo con le novità del momento e non può lasciarsi pensare impreparata. Eccola che anche all’interno è ricca di inserti di youtuber, Fb, pagine rinomate online e sportivi. Ogni mese poi, i Comix Award danno la possibilità di condividere con l’intera community il frutto della creatività di ciascuno. Dalle battute alle foto. Dalle chat alle vignette. E chi vince comparirà sulla pagina ufficiale e social di Comix. In più? Puoi anche vincere un videogame Nintendo Switch ogni giorno ed una console Nintendo Switch a settimana.Ed io, neolaureata, potevo mai farmi scappare l’idea di essere ancora una giovincella da Comix a lato? Eccomi con la mia, super rosa. Lì, skin rosata, pronta a racchiudere i miei innumerevoli pensieri d’amoVe. Quei pensieri che poi riverso come fiume in piena su queste pagine di blog. Quella Comix che racchiuderà le mie foto stampate in carta vintage. Quella Comix che si sorbirà i miei soli flussi di coscienza. Come fa dalla notte dei tempi, lì, sempre nella mia borsa. Tra caricabatteria e portafogli.

#Comix2018

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Harmony, come MariaAntonietta

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I set di porcellana vittoriani. I cristalli della Boemia ed i castelli di Re Sole.Lunghi giardini e servizi di porcellana per il tè.Ecco. Io Harmony l’ho sempre immaginato così.Soave, leggero ed allo stesso tempo imponente.Maestoso e semplice.“Cristalloso” e bianco. Per Harmony ogni scusa è buona per far festa e condividere gioia.Dal 1998, cioè cavolo mia sorella era appena nata, realizza collezioni di bomboniere ed accessori da un design originale e raffinato. Tendenzialmente unico.Cristalli, porcellane e tessuti pregiati sono alla base dell’idea di azienda che hanno creato.Esclusività regalata solo a pochi centri, altrettanto esclusivi di città italiane.Dietro Harmony c’è sempre una grande manifattura, decorazioni fatte a mano e pittori sempre pronti a ritoccare fino all’ultimo secondo.Di contorno c’è poi l’innovativo packing, anch’esso fatto a mano e dunque ESCLUSIVO.Come Maria Antonietta possiamo tutti avere la possibilità di creare ciò che c’è nei nostri sogni e vederlo lì, tra le nostre mani e sulle nostre umili tavole “regali” agli eventi importanti della vita.Dal battesimo al matrimonio, alle lauree. Io so già a chi mi affiderò, se mai ci sarà, la prossima laurea. Son certa che di provette di cristallo e le siringhe di porcellana da riempire di confetti ne avranno abbastanza.Io mi sto già documentando sul SITO.

.Sono una che vuole sempre arrivare preparata agli eventi della vita.Ci riuscirò?

#harmonybomboniere

Forse quello giusto è lui.

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Forse la persona giusta è lui. Quello che neanche ti fa venir voglia di screeshottare i suoi messaggi per crearci un G7 su whatsapp con le amiche.

Forse è giusto proprio perché arriva nella tua vita e non ti da’ neanche il tempo di prenderlo in mano il telefono.

Un fulmine, un ciclone. Un tornado di emozioni nuove che, dici tu, sta succedendo vero? Ed in realtà neanche hai il tempo di risponderti che già c’è una novità che ti lascia di stucco. E tu non ci sei abituata. Tu, eterna amica dei ragazzi, single incallita e con l’amore solo negli occhi ti ritrovi in un turbine di emozioni nuove.

Sorpresa. Ci sei caduta, cascata, con i tuoi capelli fatti di salsedine e i tuoi tacco 12. E non l’hai neanche raccontato. Non hai passato le sere in riva al mare con tequila in mano a disperarti su eventuali mosse mancate. Ad urlare al cielo che “non sta facendo la prima mossa”.

A descrivere, analizzare, sminuire e svalutare ogni suo gesto con le altre. O ad anatomizzare, neanche fossi l’allegro chirurgo (magari Dio ndr.) ogni piccolo segno. Azione. Cenno.

E forse quello giusto è proprio lui. Quello che ti fa appendere al chiodo anni decifrazioni indotte da esperienze negative. Quello che non sente la necessità di farsi spiegare. Quello che hai timore anche a raccontare perché, cazzo, tu hai sempre e solo parlato di loro, lamentandoti. Stavolta su che vuoi dialettare?  Stavolta che sembri più attesa e desiderata di una vittoria in finale di Champions?

Forse l’unica cosa di cui dovremmo tutti preoccuparci, gentil sesso compreso – e sì, parlo di voi Maschietti! – è imparare a lasciarsi amare ed amare di conseguenza.

Non ci sono regole. Ed è questo il bello. Perdiamo la vita dietro ad inutili schemi da seguire. Come se ci fossero realmente dieci comandamenti a raccontarci e raccomandarci come tenerci un uomo accanto. E poi, quando li dimentichi tutti, ecco che quell’uomo resta accanto a te. E ve lo raccontate di notte, occhi negli occhi, petto su petto. Ve lo raccontate in silenzio, al buio, al mare all’alba. Ve lo raccontate ridendo. Sognando. Leggendo. Ve lo raccontate amando. Perché l’amore sfiora, tocca le mani e mantiene delicatamente la presa. Graffia la schiena e poi la bacia. Con dolcezza. Accarezza. Ti tiene addosso. Ed è normale. Quella normalità che va oltre gli schemi da sempre prefissati.

Perché in Amore si sbaglia, ma è proprio quella volta che non ci stai attenta che smetti di farlo. Proprio quella volta non sbagli più.

E di questo, di questo amore, gli screenshot, sarebbe anche inutile averli.

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Perchè le migliori storie d’amore sono nate con un buon bicchiere di vino: Mionetto

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Quelle sere in cui serve bere via le paure, come dicevano gli Articolo prima che Zio Ax diventasse il fratello mancato di Fedez. Ancor prima della mia amica Chiara Ferragni. Di New York e Los Angeles. Di Assago. Quelle sere in cui, a stomaco vuoto, vuoi riempire l’infinità che provi e quelle sere invece in cui vuoi perdere le staffe. Vuoi colorare fuori le righe, vuoi essere te con un bel bicchiere di vino in mano. Mettere un bel vestito di pizzo nero, un tacco a spillo rosso e viaggiare per il mondo con le amiche di sempre. Vuoi scioglierti, vuoi lasciarti andare e vuoi farti correre dei sorrisi addosso senza chiederti perché. Vuoi ridere. Vuoi vivere e rilassarti. E parlare con la tua amica del cuore. E mangiare una buona bistecca. O un piatto di caserecce. O solo dei salatini misti a patatine, lì sul tavolo.E vuoi magari sederti in riva al mare e ballare fino allo sfinimento con i tuoi compagni del liceo. Oppure accompagnarlo ad una carbonara con i colleghi di lavoro per il pranzo.Un buon vino è alla base, sempre.Anche le migliori storie d’amore sono nate con un buon bicchiere di Vino in mano. Anche la mia. Quella scelta che non mi ha neanche fatto decidere il nome di quello che volevo nel bicchiere. Lui lo sapeva già, ed eccome se abbiamo colorato dopo.. Era Mionetto, Prosecco DOC Treviso Extra Dry.Ottenuto da uve selezionate e leggermente fruttato è colui che ha coronato e sigillato per bene il mio sogno d’ammmore.Mionetto, dal 1887, accompagna le più ricche portate ed i momenti più indimenticabili. Proveniente dai vigneti trevigiani ci coccola con sapori mandorlati ed agrumati. In sintesi, non sa di tappo. Ed è buono, buono assai. Anche romantico, per me. Io quello posso dire. Circondatevi di ricordi che si possono assaporare. Di sapori che vi possono ricordare emozioni vere. Serie. Anche anni dopo. Sapori ed odori belli, di quelli che san di casa. Di quelli che, ci pensi, e ricordi la nonna che puliva le lenzuola con il sapone di marsiglia.

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#mionettosummer #designdelgusto #mionettoprosecco

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Marina del Nettuno, alla scoperta della Sicilia

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SiciliaBedda, come un’unica parola esclamata con il sorriso sulle labbra e sul cuore. Un’unica espressione di gioia e colori caldi. Di sole e mare. Di pale di fico d’india e vento tra i capelli. Di vino bianco e spritz tra le scogliere. Di spiagge e tavolini bianchi dove ballare su. Senti parlare e gira e rigira e senti di non conoscere la Tua Terra abbastanza.

Ecco perché lì, ai piedi del mio letto, ben scomoda alle volte, che sbatte tra i milioni di libri e le scarpe da tennis, c’è lei la mia valigia. Lì. E quest’estate voglio e farò un super giro della mia Sicilia. Quella che tengo sempre al mignolo sinistro su un anello. Quella che tengo sui miei grandi abiti di lino e sui bei piatti che ancor non so neanche cucinare bene. Sulle ceramiche e sulle mie t-shirt.

Eccola, la Sicilia è lì. Nel mio cuore. Prima tappa del mio tour? Si continua con la costa messinese e due o tre figoni mi hanno consigliato uno straordinario ristorante nuovo.

Marina del Nettuno è un nuovo ristorante che si erge proprio al porto di Messina che offre a tutti una cucina impeccabile plasmata dalla forte creatività di Pasquale Caliri, Chef Alma.

Pasquale, aiutato dall’incredibile location e dai tramonti siciliani che calano sulla banchina, regala una cena che difficilmente si può scordare. Una vista panoramica sul mare e foto e super selfie da fare ai piatti stellati di Pasquale.

Io accetterò i consigli, fate lo stesso anche voi? Marina del Nettuno ha anche un sito. Guardatelo se non ci credete. Io e bamPino abbiamo già la valigia pronta. O meglio, forse solo lui. La mia è sempre ai piedi del letto, disfatta.

@MarinaDelNettunoYachtingClubMessina @pasqualecaliri

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PERFECT FIT e Bambi

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Volete sapere cosa faceva una bambina piccola piccola e con le guance paffute a soli 5 mesi? Scorrazzava in giro per il giardino con il nonno ed in braccio a lui inseguiva tutti i gatti della cuginetta.Qualche volta si è beccata un po’ di dermatite allergica, altre volte gli etciù infiniti ed adesso, dopo 24 anni, le sono rimasti solo milioni di peli addosso e gli occhi pieni d’ammmore. A colazione ed a cena, per il pisolino pomeridiano. Ai tempi c’era Mina. Una gatta nera capo tribù che ha avuto più figli della mamma dei sette nani. L’ultimo rimasto è lui. Vi presento Bambi. Bambi è il gatto più monello e modello mai avuto in casa Terrana-Affatigato. Perché si, io i gatti li ho sempre cresciuti con la mia Cristina. Per lei Bambi è come un figlio e come tale è giusto che si nutra meglio di lei stessa. Da poco è stato male per stupidi problemi intestinali ed anche il veterinario ha consigliato un’alimentazione sana e corretta che può avere grazie a PERFECT FIT™. Alla base vi è uno studio accurato su tutte le ricette sviluppate con i nutrizionisti e veterinari del Centro WALTHAM.Questa nota marca di croccantini ha sviluppato negli anni una gamma avanzata di alimenti secchi per gatti sterilizzati ed offre a loro una dieta ricca e bilanciata.Hanno un’unica formula TOTAL 5 che supporta in tantissimi modi la salute dei nostri pelosetti: dal peso forma al tratto urinario. Alle proteine alla biotina che mantengono il pelo folto e lucido.Come capita ai bambini anche qui abbiamo la possibilità di scelta di prodotti in base anche all’età del nostro cucciolo. Dall’adult 1+ a Junior Pollo. A seconda, appunto, della sua età o del suo stile di vita. PERFECT FIT™ con il suo complesso proteico risponde alle esigenze dei gatti che, essendo carnivori, selezionano istintivamente cibi altamente proteici. Svezziamo i gattini come è giusto che sia, e coccoliamoli così per tutta la vita. Loro ed i loro pancini. A cominciare da Junior Pollo, per gatti da 2 a 12 mesi e Adult Sensitive Tacchino, per gatti sterilizzati dall’appetito difficile come stiamo facendo noi con Bambi.

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Per Amore, soltanto per Amore

AMORE

Un bacio mancato. La morsa allo stomaco. Una corsa con il cuore in gola per prendere un treno. Non sprecare tempo. Le lacrime di gioia. Gli occhi lucidi.

I piedi scalzi ed i vestiti di lino bianchi.

Un motore e due caschi.

Un comodino per due. La luce spenta.

Il cielo in una stanza. In un letto. Fuori città.

Sono occhi, grandi e lucidi. Sono sogni, nei cassetti e tra le dita.

Un bacio sul naso ed i capelli arruffati. La fiatella dell’alba, e no che non ti bacio se prima non lavo i denti.

Un bagno caldo a suon di petali. Girasoli ovunque. Anche negli occhi.

È il formicolio in pancia. È libertà. È un metabolismo scombussolato, nuovo, chiaro.

È un tramonto, ed è sapere che in un tramonto non vedrai mai più solo un tramonto.

È lieve dubbio, ma salda certezza. Sono mazzi di emozioni e bouquet di baci. È felicità condivisa con chi la sente anche sua. E sente sue anche le pene, che tanto quelle ci son sempre.

È amore che dopo anni non smette di sorprenderti.

Quando si superano insieme difficoltà, grandi e piccole.

Quando si va oltre le scenate di gelosia e si trova un complice. In questo disordine, mi suggeriscono.

Amore è leggerezza. Indipendenza. Libertà.

Amore è intuizione, è sorpresa. È averlo dentro e volerlo addosso. È conoscere l’altro è lasciarsi comunque sopraffare dalla novità. È trattenersi le mani anche se lontani. È vedere tanta gente per poi comunque tornare a casa.

È innamorarsi delle piccole cose. Di un cielo blu e del mare. È avere addosso la positività.

L’amore non è privazione, non è catene, non è gelosia. L’amore è fresco, libero, sa di acqua di sorgente pura. L’amore è vigoroso, ti trascina. È un profumo, e ti inebria. L’amore è lì, tra le scapole. Quelle che baci con dolcezza e gli occhi chiusi.

Ecco. L’Amore è un bacio ad occhi chiusi. Uno di quelli che non sai più che hai accanto perché tanto non ti interessa neanche più vederlo.

L’amore è semplice. L’amore è naturale. L’amore è straordinario. L’amore è.

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